VILLA CIANCIAFARA, MESSINA

Categorie , ,

 

Villa Cianciafara sorse alla fine del settecento su una preesistente istallazione di matrice medievale ed è uno dei pochi, forse l’unico, che, a Messina, sia giunto fino ad oggi stanzialmente intatto nella originaria suddivisione funzionale degli spazi e nel disegno delle conseguenti volumetrie fondamentali; il complesso, senza perdere l’originaria finalità legata alla produzione dei campi, assume, infatti, anche i connotati della villa di delizia, raggiungendo fra le due caratteristiche un assetto di mediata promiscuità. Essa vede, infatti, collocato l’edificio padronale al centro di un insieme di elementi edilizi costituito dalle case coloniche e dal lavatoio, dal palmento e dal frantoio, dalla cantina e dal forno, dalla cappella e dalla annessa piccola sacrestia e, infine, in fondo alla Villa, defilata nei pressi dell’orto, dalla scuderia e dal fienile, dalla piccola stalla e dal maneggio dei cavalli; la componente relativa al giardino destinato al godimento dei sensi e dello spirito sorse, infatti, in un momento successivo, nella seconda metà del XIX secolo, principalmente ad opera della bisnonna dell’attuale proprietario, la Principessa Lina Tasca e Filangeri, sorella di quella Beatrice madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del Gattopardo.

Gli interventi successivamente operati sulla Villa, mai capaci di alterare in profondità l’impianto d’origine, sono stati, quindi, prevalentemente concentrati durante il volgere dell’ottocento e, per alcuni interni, nei primi anni del secolo scorso.