Le Dimore del Quartetto

PALAZZO MURMURA, VIBO VALENTIA

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L’attuale Palazzo Murmura posto accanto alla Chiesa degli Angeli, appartenne al ramo principale
della famiglia Gagliardi. Nel 1889 il Palazzo passò di proprietà alla famiglia Murmura grazie al
matrimonio di Antonietta Gurgo dei Duchi di Castelmenardo, vedova di Francesco Gagliardi, con
Pasquale Murmura. Sorge a Vibo Valentia e fu costruito dopo il terremoto del
1783. Si dice che il progetto fu commissionato a Giuseppe e Battista Vinci, gli stessi architetti di
Palazzo di Francia, seguendo le prescrizioni antisismiche contenute nel rescritto del 17 aprile 1785
del vicario Francesco Pignatelli, relative sia alla struttura portante in legno sia all’altezza della
costruzione in che doveva avere solo un piano terra e un primo piano con piccoli balconi. Il periodo
deve essere antecedente al 1799, anno in cui Giuseppe Vinci, venne ucciso ad Altamura mentre
combatteva a fianco del Cardinale Ruffo nell’armata Sanfedista per la conquista del regno di Napoli,
ma anche non successivo al 1802, in quanto in quell’anno il Barone Luigi Gagliardi veniva
autorizzato con una lettera del preside Antonio Winspeare all’uditore Perotti a chiudere la volta a
lamia (che conduceva ai Cappuccini) tra il suo palazzo e la chiesa degli Angeli. Il Gagliardi diede
subito esecutività alla concessione che aveva chiesto insistentemente. Attualmente di questa lamia
c’è solo un punto luce alle spalle dell’edicola con persiane e l’originario passaggio funge da
ripostiglio. La famiglia abitava stabilmente l’edificio come attesta la fede di morte di Maria Teresa
Beatrice Strani, domiciliata nella Strada dei Basiliani, antico nome di una parte del corso di Vibo
Valentia.
L’edifico è di 1700 mq. e consta di 2 piani più il piano terra, dove sono ubicati gli studi
dell’Associazione Pro fondazione Antonino Murmura e dove due ampi portali con arco a tutti sesto
immettono attraverso l’androne negli appartamenti padronali. Al piano nobile abbiamo balconi con
cimasa e volute ai cui lati sporgono reggi-fiaccole in ferro battuto. Cornici, coronamenti, mostre,
paraste, lesene, marcapiani in rilievo, ornano la facciata. Il recente restauro ha messo in luce il portone
di destra, formato da modanature bi-ornate sul verde rispetto ai conci del piano di imposta e di chiave.
All’interno sorge anche una cappella padronale che dà sul giardino.
La residenza è completata da un giardino che faceva parte del più vasto parco di Palazzo Gagliardi,
voluto dalla Marchesa Caterina Gagliardi e che è caratterizzato da alberi secolari, siepi di bosso,
statue neoclassiche ed una colombaia in pietra. In fondo al giardino si apre un passaggio (con cancello
in ferro battuto) che funge da ingresso, adoperato in antico per le carrozze, mentre al centro del
giardino si trova una cisterna, verosimilmente adoperata per la raccolta di acqua piovana accessibile
sia all’interno che sul tetto (con una scaletta) da cui si gode un bellissimo panorama. Entrambe le
strutture sono decorate con materiali di diversa provenienza come conchiglie e fossili.