AMBASCIATA D’ITALIA, ATENE

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L’edificio storico, la sede dell’Ambasciata d’Italia in Atene, è stata costruita nel 1870, dal noto architetto Ernst Ziller su richiesta del banchiere Stefanos Psichas, il quale desiderava costruire la propria residenza lussuosa a piccola distanza dal Palazzo Reale.

Ernst Ziller, di origine tedesca, dopo aver concluso gli studi in architettura presso l’Università di Dresda, ha frequentato lo studio dell’architetto danese Theophil Hansen, personaggio estremamente famoso nella società ateniese; quest’ultimo ha introdotto Ziller nell’alta borghesia ateniese presentandolo nei circoli frequentati da archeologhi, architetti e banchieri nonché dalla famiglia reale greca. Ziller ha ottenuto in questo modo la fama di libero professionista e fu per questo che è stato scelto dal banchiere Psychas per la progettazione della propria residenza e la decorazione degli interni. Lo stile di Ziller riuniva il nuovo stile neoclassico- che riproduceva gli ideali e lo stile architettonico della classicità greca e romana – e la precisione dell’architettura tedesca.

L’edificio ha avuto molti inquilini prima di passare sotto la proprietà dello Stato italiano e diventare la sede della propria Rappresentanza in Grecia: nel 1902 risiedono qui, per un breve periodo, il Principe Nicola- figlio del Re Georgios I- e la consorte, la Gran Duchessa Elena Vladirovna di Russia (nipote dello zar Nicola II). Fu allora che l’edificio fu allargato e restaurato dall’architetto Anastasio Metaxas (1862-1937) si tratta dell’architetto che ha contribuito nei lavori di restauro dello Stadio Panathinaiko in occasione dei Giochi Olimpici di Atene nel 1896.

Nel 1923, viene affittato per un breve periodo all’Hotel Grande Bretagne che ha bisogno di un ambiente per ospitare la sua clientela speciale; quindi verrà dato all’edificio il nome “Petit Palais” e verranno realizzati dei lavori all’interno per la costruzione di 60 stanze lussuose per i clienti.

L’edificio prima di diventare sede della rappresentanza italiana, ospiterà la rappresentanza norvegese. Col passar degli anni l’interno subirà una serie di modifiche: vengono costruiti nuovi camini, i soffitti saranno rinforzati con cartongesso, le pareti verranno decorate con quadri.

Dal 1933 diventerà la sede della Rappresentanza Diplomatica Italiana.

A novembre del 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’Ambasciata sospenderà i lavori per un breve periodo fino a quando ritornerà quale proprietaria. Nel 1948 la Principessa Elena, dopo la morte del marito, riprende possesso dell’edificio che pero deciderà vendere nel 1955 allo Stato italiano. Da allora l’edificio ospiterà la Residenza dell’Ambasciatore e gli uffici della Rappresentanza diplomatica italiana in una prestigiosa località che ospita sedi di altre rappresentanze diplomatiche e Dicasteri del Governo greco.