METAFOUR

Il quartetto d’archi come Metafora di Collaborazione

#METAFOUR

MetaFour è un percorso di parole e musica basato su un dialogo diretto con i musicisti di un quartetto d’archi, che sensibilizza sull’importanza della collaborazione, dell’ascolto e dei valori fondamentali che guidano una società civile.

MetaFour può essere proposto in 3 diversi ambiti 

•  Per le scuole (FourFun), è un’attività didattica e di educazione civica che promuove valori sociali e avvicina le nuove generazioni al linguaggio musicale

•  Per il sociale, è un progetto di sensibilizzazione sull’inclusione sociale, la collaborazione e la valorizzazione delle diversità attraverso arte, musica e parola

•  Per le fragilità, è un percorso di riflessione rivolto a ospedali, carceri, centri di riabilitazione, con il supporto di psicologi ed educatori, che ha l’obiettivo di far riflettere sull’importanza dell’individuo all’interno del gruppo ed il valore delle emozioni 

La Metafora del quartetto d’archi è uno strumento di riflessione
che parla un linguaggio universale

Brainstorming al termine dell’incontro, Classe 1L del Liceo Virgilio di Milano 

Oltre a sostenere i giovani quartetti d’archi, Le Dimore del Quartetto promuove lo stesso spirito democratico che guida questo gruppo di lavoro: composto da due violini, una viola e un violoncello, il quartetto è la formazione principe della musica da camera ma è anche molto di più. È la formazione musicale più paritetica che si possa immaginare; è l’esempio ideale di team, collaborazione e Cultura del Dialogo; è un luogo di esperienza profonda dove si può essere a volte unici e a volte multipli, dove si cercano la fusione e la personalizzazione. Un luogo di scambio con possibilità infinite che stimola continuamente il gruppo a raggiungere obiettivi sempre più alti.

Ogni incontro di MetaFour prevede:
– Presentazione del quartetto d’archi e cenni biografici
– Esecuzioni musicali dal vivo
– Laboratori e attività tematiche e di team-building
– Possibilità di proiezioni di grafica animata
– Possibilità di restituzione in forma grafica dei risultati emersi durante i laboratori

ALCUNI PROFESSIONISTI DICONO…

“Un progetto fatto di musica, interconnessioni, storie di esseri umani che nell’incontro autentico suonano le loro fragilità”
– Lara Frassine, pedagogista

“Non solo musica. Gli strumentisti del quartetto sono una metafora del gioco di squadra. […] Le regole? collaborazione, rispetto delle idee dell’altro, rotazione della leadership. Ecco quello che i gruppi di lavoro possono imparare.”
– Roselina Salemi, scrittrice

 

ALCUNI STUDENTI DICONO…

“E’ bello vedere suonare gli strumenti. Fa venire voglia di imparare a suonare, infatti sto pensando a che strumento scegliere”

“Mi è piaciuto più di tutti Mozart e mi ha fatto pensare a come è cambiata la musica nel tempo, fino al rap che ascoltiamo oggi”

 

 

ALCUNI PROFESSORI DICONO…

“L’auspicio di tutti noi è di poter ripetere in futuro l’esperienza per l’alto valore formativo dell’iniziativa.”
Prof. Chiarella (ICS Fabrizio De André, Peschiera Borromeo, MI)

“Per tutti (gli studenti) è stata una bellissima esperienza e aggiungerei anche per i miei colleghi docenti che sono rimasti colpiti dai giovani strumentisti davvero fantastici e dalla capacità di ascolto e osservazione dei nostri alunni”
– Prof.ssa Faroni (Scuola Media Bettinzoli, Brescia)

Quartetto Echos alla Scuola Secondaria di Primo grado “Bettinzoli”, Brescia

Quatuor Agate al
Lycée Franco-Qatarien Voltaire
di Doha, Qatar

Quartetto Indaco all’Istituto Comprensivo Cardarelli di Milano

Perchè il Quartetto d'archi?

Il quartetto d’archi è la forma principe della musica da camera, ma è soprattutto un esperimento umano incredibile: è un dialogo tra quattro teste, quattro voci e quattro cuori, per cui ogni scelta artistica è frutto di una lunga, e spesso complicata, mediazione. Questa dinamica è ben visibile se si osserva da vicino un quartetto che suona. 

All’interno del quartetto è necessario sviluppare una cultura della conversazione che valorizzi sia l’espressione sia l’ascolto. I musicisti di un quartetto d’archi provano insieme per il 70-80% del loro tempo senza un direttore. Le regole che li guidano sono la collaborazione, il rispetto delle idee altrui, la responsabilità e la fiducia. Interpretano quattro voci diverse che, attraverso il dialogo e continue riflessioni comuni, si integrano in un unico strumento a sedici corde, senza la necessità di un direttore esterno al gruppo come accade invece in orchestra.

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