FOURFUN

La musica si fa in 4: il quartetto d’archi è metafora del lavoro di squadra

Quartetto Echos alla Scuola Secondaria di Primo grado “Bettinzoli”, Brescia

Quatuor Agate al
Lycée Franco-Qatarien Voltaire
di Doha, Qatar

Quartetto Echos all’Istituto Comprensivo di Castel Goffredo (MN)

Il quartetto d’archi non è solo un ensemble musicale, ma è anche un gruppo di lavoro da cui trarre ispirazione. Per questo motivo, Fourfun propone il quartetto d’archi come metafora ideale del lavoro di squadra. 

Fourfun è un percorso musicale basato su un dialogo diretto tra musicisti e ragazzi, senza le barriere che spesso si creano in una sala da concerto, che permette ai giovani partecipanti di mettersi in gioco lavorando in squadra come in un quartetto d’archi. Un incontro alterna momenti di approfondimento sulla storia e le peculiarità del Quartetto d’archi, a performance musicali, giochi di squadra e laboratori tematici

La musica diventa quindi un mezzo, e non un fine, tramite il quale diffondere la Cultura del Dialogo come principio nobile alla base di una società.

Ogni incontro ha come tema guida il valore della collaborazione e del lavoro di squadra ma il format di ogni lezione è declinabile e sartoriale per il gruppo di lavoro coinvolto. In particolare, si propongono 4 percorsi:

  1. I 5 principi nobili del Quartetto d’Archi: il percorso completo sul lavoro di squadra
  2. Approfondimento su 1 o 2 principi nobili a scelta
  3. Il repertorio: un viaggio nella storia del Quartetto d’Archi
  4. FOUREUROPE: il quartetto come metafora di democrazia (dedicato alle classi quarte e quinte superiori)

Una caratteristica importante del percorso è la particolare vicinanza degli studenti che partecipano sedendosi intorno all’ensemble e sono così in grado di cogliere le dinamiche che danno vita alla musica: i movimenti, i respiri e gli sguardi fra i musicisti.

ALCUNI STUDENTI DICONO…

“E’ bello vedere suonare gli strumenti. Fa venire voglia di imparare a suonare, infatti sto pensando a che strumento scegliere”
– studentessa della Scuola secondaria di primo grado “Virgilio”, Castel Goffredo (MN)

“Mi è piaciuto più di tutti Mozart e mi ha fatto pensare a come è cambiata la musica nel tempo, fino al rap che ascoltiamo oggi”
– studente della Scuola secondaria di primo grado “Virgilio”, Castel Goffredo (MN)

 

ALCUNI PROFESSORI DICONO…

“L’auspicio di tutti noi è di poter ripetere in futuro l’esperienza per l’alto valore formativo dell’iniziativa.”
Prof. Chiarella (ICS Fabrizio De André, Peschiera Borromeo, MI)

“Per tutti (gli studenti) è stata una bellissima esperienza e aggiungerei anche per i miei colleghi docenti che sono rimasti colpiti dai giovani strumentisti davvero fantastici e dalla capacità di ascolto e osservazione dei nostri alunni”
– Prof.ssa Faroni (Scuola Media Bettinzoli, Brescia)

Perchè il Quartetto?

Il quartetto d’archi è la forma principe della musica da camera, ma è soprattutto un esperimento umano incredibile: è un dialogo tra quattro teste, quattro voci e quattro cuori, per cui ogni scelta artistica è frutto di una lunga, e spesso complicata, mediazione. Questa dinamica è ben visibile se si osserva da vicino un quartetto che suona. 

Il quartetto è un luogo privilegiato di esperienza profonda dove si può essere a volte unici e a volte multipli, dove si cercano la fusione e la personalizzazione. Un luogo di scambio con possibilità infinite che stimola continuamente il gruppo ad alzare il livello.

All’interno del quartetto è necessario sviluppare una cultura della conversazione che valorizzi sia l’espressione sia l’ascolto. I musicisti di un quartetto d’archi provano insieme per il 70-80% del loro tempo senza un direttore. Le regole che li guidano sono la collaborazione, il rispetto delle idee altrui, la responsabilità e la fiducia. Interpretano quattro voci diverse che, attraverso il dialogo e continue riflessioni comuni, si integrano in un unico strumento a sedici corde, senza la necessità di un direttore esterno al gruppo come accade invece in orchestra.

Vorresti organizzare una conversazione-concerto, oppure regalare questa esperienza ad una scuola o comunità?
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