ALOISA MONCADA RACCONTA
LE SUE IDEE SUL GIARDINO PER

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Le Dimore,
i loro giardini
e le loro storie


"Le più semplici opere della natura avanzano sempre le più perfette dell’arte.
"

Giambattista Cremonesi, 1840
foto Aloisa

ALOISA MONCADA
DI PATERNÒ

"Disegnare giardini e terrazze per gli amici è sempre stato un grande divertimento.
Quasi cinque anni fa ho lasciato Milano per Palermo. Volevo vivere la seconda primavera palermitana e confesso che la temperatura e la luce hanno avuto un grande ruolo nella mia decisione. Lì esisteva un luogo segreto e amato: l’Orto Botanico, 15 ettari di pura delizia in centro città. La fortuna ha voluto che in quel periodo stava cambiando l’amministrazione e così ho potuto proporre un progetto per la rigenerazione dell’Orto: apertura al pubblico, divulgazione, mostre, attività, volontariato e molto altro. Poco dopo, sono entrata nella squadra dei consiglieri con cui portiamo avanti moltissime iniziative."
"In giardino o tra le piante di un vivaio la mia giornata è certamente più felice. Per questo mi farebbe piacere parlarvi del mio piccolo nuovo progetto che inizierò a realizzare nel mese di febbraio a Bagheria, in giardino.
Vorrei piantare un Giardino Aromatico.
L’idea mi è venuta dopo una breve vacanza di fine luglio a Menfi, un luogo molto affascinante dove la natura è stata domata in straordinari filari di vigna che arrivano quasi al mare. Si trova al sud della Sicilia, ci si arriva partendo da Palermo e percorrendo una strada che ad ogni stagione riserva bellissime sorprese.
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Alla Residenza Planeta, [...] ogni mattina mi piaceva osservare lo chef andare personalmente a scegliere le spezie migliori per preparare ricette e infusi.
Ho pensato che dare importanza alle spezie potesse essere davvero interessante. Siamo abituati agli orti di casa dove in qualche vaso si relegano i sapori ma vedere così tanto terreno dedicato a queste piante con ordine e bellezza mi ha stimolato a progettarne uno a casa nostra, nel giardino di Bagheria..."
Aloisa condivide con noi il suo futuro orto delle spezie
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UN MUSEO ALL'APERTO

ORTO BOTANICO DI PALERMO
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L'Orto Botanico dell'Università di Palermo è una tra le più importanti istituzioni accademiche italiane. Considerato un enorme museo all'aperto, vanta oltre duecento anni di attività che gli hanno consentito anche lo studio e la diffusione, in Sicilia, in Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo, di innumerevoli specie vegetali, molte originarie delle regioni tropicali e subtropicali. La peculiarità di questo Orto è rappresentata oggi dalla grande varietà di specie ospitate, che ne fanno un luogo ricchissimo di espressioni di flore diverse.
L’origine dell’Orto Botanico di Palermo risale agli ultimi decenni del XVIII secolo, epoca in cui ebbe inizio nel Regno di Sicilia una fase storica connotata da numerose riforme culturali.

Un evento determinante fu, nel 1779, la fondazione della Regia Accademia degli Studi di Palermo, corrispondente all’attuale Università: con l’istituzione della cattedra di Storia naturale e Botanica, l’Accademia ottenne dal Senato cittadino il potere di usufruire di un modesto appezzamento di terra per destinarlo ad Orto botanico, che servisse alla coltivazione delle piante medicinali utili all’insegnamento.
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Per consultare gli orari di apertura al pubblico
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LA FESTA DEGLI ORTI

CASA LAJOLO, PIOSSASCO (TO)
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L’orto-giardino di Casa Lajolo è un tipico esempio di “hortus conclusus”, uno spazio protetto dalle intemperie, completamente circondato da un muro, che già anticamente era dedicato agli orti, ai frutteti e alle erbe officinali. Nel corso degli ultimi anni questo spazio è stato oggetto dell’avvio di una sostanziale trasformazione grazie all’idea progettuale dell’arch. Monica Botta, che lo ha trasformato in orto-giardino.
Uno spazio destinato alla produzione orticola, ma che formalmente riprende le geometrie del giardino all’italiana della dimora storica. Uno spazio nel quale gli ortaggi convivono insieme ai fiori edibili in un’alternanza di colori e profumi, grazie anche alla presenza di ampie zone seminate a prato fiorito, in omaggio alle vicine arnie della proprietà.
Tecniche di irrigazione sostenibile e di coltivazione che escludono trattamenti “invasivi” e favoriscono la sinergia tra le diverse piante, cercando di recuperare antiche pratiche rurali, fanno dell’orto un luogo speciale, bello a vedersi, ma soprattutto finalizzato alla coltivazione virtuosa. Gli sviluppi successivi e la didattica sono affidati al giovane Loïc Mingozzi.
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LA FESTA DEGLI ORTI

27-28 marzo 2021
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In omaggio all’orto-giardino e alla sua vocazione agricola, dal 2017 Casa Lajolo organizza ogni anno la Festa degli Orti, manifestazione che ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su temi legati alla terra e alla sua produzione con uno sguardo alla sostenibilità e all’ambiente.
I prossimi 27 e 28 marzo, si svolgerà l’edizione primaverile 2021 della Festa degli Orti dedicata al tema dell’acqua.
I mille volti dell’acqua” vedrà alternarsi incontri con esperti, laboratori per adulti e bambini, letture, show cooking e visite guidate al giardino e all’orto in compagnia del Maestro Giardiniere Carlo Pagani.
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UN VIAGGIO NEL 1840

CASTELLO DI LURANO (BG)
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Giambattista Cremonesi racconta nella “Corsa a Lurano” pubblicata nella “Strenna italiana per l’anno 1842” la sua esperienza al Castello di Lurano dove Bartolomeo Secco Suardo continuava a occuparsi dell’orto botanico creato da suo padre Girolamo alla fine del ‘700.
14 ottobre 1840

“Or fa pochi giorni, io partii, mezz’ora prima che albeggiasse, di compagnia ad un mio caro amico per Lurano [...] paesello che noi visitammo spesse fiate nella nostra più fresca età, e dove il signor conte Bartolomeo Secco Suardo consacra il tempo a dolci meditazioni e ad occupazioni geniali.
[...] Lurano ha un bel castellotto, il quale ricorda i tempi feudali ed in special modo le guerre fra le piccole popolazioni d’Italia nei secoli decimo terzo e decimo quarto [...] Egli è posto sotto il cielo ridente della Bergamasca, ove natura parla ai cuori sensitivi col linguaggio della più cara dolcezza, ove non v’ha borgo, non villaggio che non presenti alla vista de’ viaggiatori un castello dirupato, un bel tempio, un romitaggio, una torre deserta.
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[...] Lurano le cui terre care a Flora, a Bacco, a Cerere ed a Pomona scoprono voluttuose e ridenti le loro delizie allo sguardo dell’agricoltore.
[...] Il conte Girolamo Secco Suardo, dottissimo in tutti i rami di storia naturale, e che preferì ad ogni altra la scienza dei vegetabili, ritiratosi in questo castello dopo la caduta della Repubblica veneta, vi istituì un orto botanico assai celebre. Serva a testimonianza di quanto potremmo dire in lode di lui la numerosa sua collezione botanica descritta nel catalogo già stampato col titolo: Hortus Lauranensis comitis Hyeronimi Sicci Suardi.
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Questo giardino è veramente una imitazione della natura variamente accordata, e desta negli animi quella successione e quell’insieme di sensazioni che ella sempre fa nascere co’ suoi negletti spettacoli.
Nel piccol bosco sono adunati gli alberi più preziosi di ogni clima; ed il proprietario di esso, per soddisfare all’affetto che porta alle piante, gode il piacere di vederle con li suoi occhi crescere ed estollersi ad altezza meravigliosa; sicchè sono esse diventate la sua cura e il suo sollazzo, ed egli di esse con una forza ed ardor ne ragiona, da farne ad altrui venir vaghezza.
[...] Non par vero che in ristretto spazio di terreno abbia potuto il proprietario riunire una tanto numerosa e variata collezione di vegetabili, senza che l’uno sia all’altro d’impedimento o rechi confusione. Qui tu ammiri d’avanti a quattro serre un labirinto di ajuole fiorite, entro cui si veggono in bellissimi miscugli le nuove Dalie, e i roseti a fragranza di thè e tutte le piante annuali che simili ad un tappeto orientale destano in chi le guarda una piacevole sensazione.
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[...] Dovunque si volga lo sguardo, i colori più vivaci illuminati dal sole brillano agli occhi..."
[...] Spesse volte mi ha recato meraviglia il vedere alcuni vivamente commossi alla bellezza di un quadro, di una statua, di un poema, freddi poi rimanere, come uno spettatore ordinario, alle bellezze di un albero, di un fiore. Questa indifferenza non può certamente derivare che da leggerezza di mente; perché le più semplici opere della natura avanzano sempre le più perfette dell’arte."

Giambattista Cremonesi
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IL PARCO RURALE DI MASSERIA SPINA

MASSERIA SPINA, MONOPOLI (BA)
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La Masseria Spina Resort è una tra le più antiche dimore d’epoca pugliesi, con alle spalle una lunga ed affascinante storia, iniziata nel XVI sec., che rivive in ogni singolo dettaglio del luogo, in cui natura, storia e tradizione si legano armoniosamente.
Il tour guidato del Parco Rurale conduce in un percorso di 1200 anni alla scoperta della storia e delle tradizioni pugliesi.
Partendo dal VIII secolo d.C, le guide sveleranno le bellezze del parco: insediamenti rupestri con tomba a camera/palmento, la chiesetta alto medioevale, la lama degli ulivi millenari, la torre fortificata Spina Piccola, i frantoi ipogei, gli agrumeti, la Masseria fortificata Spina grande e la chiesa del'700 dedicata all'Immacolata.
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L'ANIMA FAMILIARE DEL GIARDINO ALL'ITALIANA

VILLA GUARDATOIA, PESCIA (PT)
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Il Giardino di Villa Guardatoia è un tipico giardino di Dimora storica, che si snoda sul retro di Villa Guardatoia in due terrazze quadrangolari unite da un camminamento in un percorso botanico tra piante antiche, aromatiche, acquatiche e agrumi in un'atmosfera senza tempo.
Sebbene si tratti di un tipico giardino all'italiana per struttura e disegno, con vasche centrali in entrambe le terrazze e aiuole simmetriche, il Giardino conserva il tratto domestico di luogo centrale per la famiglia, che lo cura e lo segue di generazione in generazione da due secoli.
Alle piante più antiche, come molte varietà di rose, camelie e aromatiche come il rosmarino e la lavanda ormai splendide e robuste, o i tradizionali aranci amari da cui per anni in casa si è ricavata la tipica marmellata, si aggiungono innesti recenti tra le piante acquatiche e quelle in vaso, come le ortensie querciflore.
Dal giardino arrivano in tavola gli 'odori' che insaporiscono i piatti tipici toscani, i limoni e gli aranci profumati e i fiori nella loro naturale stagionalità, dalle camelie che annunciano la primavera, ai preziosi mughetti di aprile e inizio maggio, a seguire le rose, che profumano fino ad ottobre, le ortensie, hiris, hemerocallis che accompagnano fino alla pausa agostana e molti altri.
Il giardino di Villa Guardatoia è aperto per visite al pubblico in primavera e inizio autunno e può essere una cornice unica per eventi privati.
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Durante le visite, è il cuore dei laboratori botanici e artistici per bambini, fonte d’ispirazione per piccole opere di fantasia e gesti di amore per la terra, come invasare una piantina e aiutarla a crescere.
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UN GIARDINO SOPRAELEVATO TRA LE MURA

CASA DELL'ABATE NALDI, SAN QUIRICO D'ORCIA (SI)
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Il giardino di Casa dell’Abate Naldi fa parte del sistema di orti all’interno delle mura medioevali di San Quirico che avevano la funzione di assicurare il sostentamento alla popolazione in caso di assedio. Quando la casa fu costruita nel XVII secolo, furono utilizzati in parte i muri di altre case preesistenti e fu scavata la collina sul retro per creare un cortile e il giardino soprastante. Il giardino si trova così al livello del piano nobile da cui si accede direttamente e questa è la sua peculiarità: un giardino vero e proprio, con alberi e siepi, che prolunga all’esterno gli spazi abitati senza soluzione di continuità.
"Originariamente il giardino era più piccolo perché le due terrazze laterali erano due ali dell’edificio che crollarono in seguito al bombardamento del 1944. Mia suocera, Anna Simonelli, decise di non ricostruire le stanze crollate e ricavó al loro posto due bellissime terrazze che utilizziamo per molti mesi all’anno. Nel subito dopoguerra il giardino, che aveva il carattere del giardino all’italiana, fu utilizzato anche come orto e frutteto, con un albicocco, un diospero, un giuggiolo e uva da tavola nella parte meglio esposta della pergola, che corre lungo il muro posteriore e lo divide dalla via retrostante. Altre cose andarono perdute nel bombardamento: la limonaia a ridosso del muro esposto a meridione, i vasi dei limoni e le due palme nel centro delle aiuole più grandi.
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Vittorio ed io abbiamo ripristinato le siepi di bosso e i vasi di terracotta con arance e limoni ma non abbiamo voluto togliere le altre piante da frutto a cui ci eravamo affezionati. Nelle aiuole laterali coltiviamo erbe aromatiche per la cucina e fiori per decorare la casa nella bella stagione: dalie, cosmee, bocche di leone e amarantus, oltre a tageti, petunie e altri fiori di taglia bassa per i vasi sui muretti che si affacciano sul cortile.
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Il muro di fondo, dietro alla pergola, è ricoperto di edera che crea una bella quinta verde scuro. Anche il cortile al piano terra dove si trova il pozzo in travertino è un giardino.
É molto più fresco del giardino soprastante ed è adatto per ortensie e gerani che danno una fioritura generosa e molto colorata per molti mesi.
Il giardino nella bella stagione è la parte della casa più vissuta. L’orientamento nord-sud fa sì che ad ogni ora del giorno c’è una parte in ombra dove si può mangiare anche nelle ore più calde e una zona per riposarsi al sole in primavera e in autunno.
Quando la casa è aperta per i visitatori una sosta in giardino è d’obbligo, spesso accompagnata da un aperitivo, così come dopo ogni concerto estivo. Qualche volta, d'accordo con i musicisti, abbiamo proposto il concerto all’aperto: accanto al pozzo al piano terra o nel giardino all’italiana, e in una occasione abbiamo avuto un violoncello solista a lume di candela dopo cena."

Lorenza Cipolla (Casa dell'Abate Naldi)
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LA FIORITURA DI CAMELIE SUL LAGO MAGGIORE

ANTICA CASA BALSARI, BORGO TICINO (NO)
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Il genere Camellia, meglio noto come Camelia, appartiene alla famiglia delle Theaceae, e comprende piante che nella sola Italia esistono in oltre 900.000 esemplari.
"Le camelie sono tra i primi esemplari portati sul lago maggiore nell' Ottocento e hanno circa 200 anni. La fioritura avviene alla fine di marzo e tutto il Lago Maggiore è una pianta di camelie in fiore, una esperienza indimenticabile.
Le nostre, in particolare la sera, sono uno spettacolo straordinario. Quando arrivano i turisti sono estasiati, alcuni addirittura applaudono la ricchezza di bellezza che questi alberi ci regalano ed ogni anno si rinnova la magia."

Michela Facchetti (Antica Casa Balsari)
Appartamento Puccini
Appartamento Puccini

GLI AROMI TOSCANI

VILLA UGO, CORTONA (AR)
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Sono nove i botanicals di provenienza rigorosamente toscana: ginepro, coriandolo, iris, finocchio selvatico, lavanda, foglie di olivo, timo, verbena e salvia. La maggior parte dei botanicals è costituita da piante spontanee raccolte nelle proprietà dei Sabatini a Teccognano sulla collina di Cortona mentre il ginepro, rinomato per la sua qualità eccellente, è raccolto in diverse zone della regione. Dall’unione perfetta di questi sapori e aromi nasce il Sabatini Gin, premium gin di produzione artigianale.
Il ginepro (Juniperus communis), è una delle essenze fondanti di tutti i gin.
È una pianta dalle foglie aghiformi che può assumere la forma di arbusto o di albero e che produce bacche profumate dal sapore acidulo, dette anche “coccole”.
Le sue proprietà antisettiche e digestive sono note da secoli.
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Il coriandolo (Coriandum sativum) è anche detto prezzemolo cinese o cilantro.
È noto fin dai tempi dell’Antico Egitto per le sue proprietà aromatiche e i suoi effetti digestivi e curativi delle emicranie.
I suoi semi, nel gin, amplificano il profumo del ginepro.
Detto anche giaggiolo, l’iris fiorentino (Iris pallida), è una pianta officinale di carattere perenne.
Anche l’iris ha proprietà digestive e anti-emicrania e le sue radici sono impiegate, oltre che nel gin, in varie preparazioni officinali.
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Il finocchio selvatico (Foeniculum vulgare) è una pianta erbacea a carattere perenne, tipica delle zone costiere delle regioni mediterranee.
Usato anche nelle preparazioni culinarie, ha proprietà depurative, antispastiche e tonico-aperitive.
La lavanda (Lavandula officinalis) è una pianta erbacea, perenne e sempreverde, originaria del bacino mediterraneo, dalle foglie argentee e dai fiori raggruppati in spighe.
Trae il suo nome dal suo antico utilizzo come detergente del corpo ed è conosciuta da sempre come antisettico e analgesico.
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L’olivo (Olea europaea) è una pianta simbolo del bacino mediterraneo, ricca di storia e di utilizzi.
In Toscana trova uno degli ambienti più propizi alla sua crescita.
Dell’olivo, per fare il gin, viene utilizzato l’estratto secco delle foglie.
Il timo (Thymus vulgaris) è un arbusto perenne dalle foglie piccole e allungate. Predilige le zone marine, ma si può incontrare anche nelle zone rocciose ed aride. Ha anche proprietà antibatteriche ed antiasmatiche.
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La verbena odorosa (Alioysia Citriodora) è stata introdotta dall'America del Sud in Europa nel XVII secolo.
È una pianta perenne dai fiori di colore bianco. Cresce spontanea, contiene melatonina e viene comunemente usata come analgesico. Ha un profumo fresco, simile al limone e alla melissa.
Uno degli aromi più caratteristici del Mediterraneo, dove questo arbusto cresce anche spontaneo: la salvia (Salvia officinalis), ha una lunga tradizione di utilizzo terapeutico come antisettico, digestivo e calmante.
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