9 SETTEMBRE 2021 | ORATORIO SANT’ULDARICO, PARMA (PR)

Festival di Musica da Camera all’aria aperta nei luoghi più suggestivi d’Italia

CONCERTO

Giovedì, 9 Settembre 2021, ore 21.15 – Oratorio Sant’Uldarico, Parma (PR)

Giampaolo Bandini, chitarra

CHAOS STRING QUARTET

Susanne Schäffer, violino
Eszter Kruchió, violino
Sara Marzadori, viola
Bas Jongen, violoncello

PROGRAMMA

Luigi Boccherini(1743 -1805) – Quintetto n. 1 in re minore per chitarra e archi G 445 

Franz Schubert (1797 – 1828) – Quartetto n. 12 in do minore D 703 “Quartettsatz” 

Mario Castelnuovo-Tedesco(1895 – 1968) – Quintetto op. 143 per archi e chitarra

In conformità con il decreto del 22 luglio 2021, l’accesso al concerto è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di green pass.

Al fine di partecipare in sicurezza, l’organizzazione garantirà il distanziamento fisico e il rispetto delle norme in vigore. Sarà inoltre necessario per tutti i partecipanti indossare mascherine.

Concerto organizzato da Società dei Concerti di Parma nell’ambito del festival Musica con Vista del Comitato AMUR.

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CONCERTO

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La Mappa di Musica con Vista raccoglie tutti i luoghi del festival e tutte le attività e gite suggerite nei dintorni dei concerti e accompagna il pubblico alla scoperta di una parte nascosta del nostro patrimonio culturale. Qui sotto la mappa interattiva dell’edizione 2021.

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ORATORIO DI SANT’ULDARICO

Indirizzo: Borgo Felino 2, 43121, Parma
Contatti:: +39 0521228207
Orari di apertura:  tutti i giorni dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 19.00.

La chiesa di Sant’Uldarico venne eretta prima del mille sulle rovine del teatro romano e le prime notizie a noi giunte risalgono al 1005-1015. Di questo periodo resta ancora la prima parte della torre rettangolare, modificata successivamente nella sommità.
Nel 1440 le monache benedettine cassinesi decisero di far ricostruire chiesa e convento. Nacque così il pregevole chiostro, che ancor oggi si conserva: ha sei arcate per lato e nei lati minori gli archi sono goticheggianti, mentre in quelli maggiori sono di forma rinascimentale.

I capitelli sono di fogge diverse e le decorazioni a fogliame si alternano a motivi allegorici (i delfini) e a teste d’angeli. La cornice terminale è di chiaro carattere cinquecentesco (1500-1505 circa).
L’interno si presenta oggi con tre cappelle laterali. Sopra la porta d’ingresso vi è “San Rocco fra gli appestati” dipinto da Giovanni Tebaldi nel 1829, mentre le formelle della Via Crucis sono dello scultore Emilio Trombara.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: parrocchiasanuldarico.it

MONTECHIARUGOLO

Il borgo medievale di Montechiarugolo sorge verso il  X secolo, in seguito ai disboscamenti eseguiti dai monaci agostiniani dell’abbazia di Santa Felicola.
Nel 1121 viene edificato l’originario castello difensivo per volere dei Sanvitale e nei secoli successivi il castello perviene ai Visconti.
Dopo una serie di vicende nel 1600 ha inizio la lenta decadenza di Montechiarugolo, assorbita dalla Camera Ducale di Parma.

Il 4 ottobre del 1796 il castello fu al centro di uno scontro di modeste dimensioni ma grande risonanza, noto come Battaglia di Montechiarugolo, fra tra un gruppo di austriaci e una rappresentanza della Guardia Civica Reggiana affiancata da soldati francesi. Secondo un’importante ipotesi storica pare che il tricolore italiano, anche se ancora senza nessun significato politico, fosse lo stendardo sotto cui combatterono le milizie della Repubblica Reggiana proprio a Montechiarugolo (Giosuè Carducci nel 1897 menzionò Montechiarugolo in occasione del suo discorso a Reggio Emilia per il primo centenario della nascita del Tricolore.)
L’episodio d’armi fece da preludio al Risorgimento italiano e lo stesso Napoleone Bonaparte volle lodare l’impresa dei primi patrioti, commemorando i volontari periti in battaglia come “ i primi che avevano versato il loro sangue per la libertà”.
Nel 1806, dopo l’annessione del Ducato di Parma e Piacenza all’Impero francese, Montechiarugolo divenne sede del nuovo comune (o mairie), comprendente le frazioni di Monticelli, Basilicanova, Basilicagoiano, Tortiano, Piazza, Sant’Ermanno e Pariano.
Montechiarugolo è a tutt’oggi capoluogo e sede municipale dell’omonimo comune, a cui fanno capo le altre frazioni.

Il borgo storico di Montechiarugolo, del quale è ancora ben visibile la cinta muraria, mantiene pressoché inalterata la struttura medioevale e si organizza intorno al Castello, principale attrazione. Lasciando la strada provinciale si incontr Via Margherita che con i suoi palazzotti colorati, addossati gli uni agli altri, che recano ancora ben visibili le tracce delle antiche arcate in mattoni, conduce rapidamente all’ingresso del maniero medievale, magnificamente conservato.
Il castello è legato al nome di Pomponio Torelli, nipote di Pico della Mirandola, mecenate e umanista coltissimo, diplomatico e ambasciatore dei Farnese presso le corti italiane ed europee che trasformò il castello in una vera e propria corte.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: borghipiubelliditalia.it/borgo/montechiarugolo


BUSSETO 

Busseto è un borgo certificato dal Touring Club Italiano con la Bandiera arancione. Nel centro storico si coglie il tipico assetto delle cittadine padane con le lunghe vie fiancheg giate dai portici e da bassi palazzetti bene ornati. Busseto, centro della Bassa Parmense, è ricco di storia e di tradizioni: fu sede della signoria dei Pallavicino che ne fecero la capi tale del loro stato dal X al XVI secolo e nel 1533 venne elevata al rango di città dall'impe ratore Carlo V d'Asburgo. A Giuseppe Verdi, il “cigno di Busseto”, va il nome della piazza  principale, il monumento realizzato da Luigi Secchi nel 1913 e, all’interno della rocca Pal lavicino oggi residenza municipale, il delizioso teatro sede di importanti eventi culturali. Da non perdere a Roncole la casa natale del Maestro. Nel centro storico il teatro G. Verdi e il museo di Casa Barezzi. Appena oltre il limite della città storica si trova la Villa Pallavi cino, sede del museo nazionale G. Verdi e il museo Renata Tebaldi, presso le scuderie della Villa. Da assaggiare i prodotti tipici come il culatello e il Parmigiano Reggiano.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.bandierearancioni.it/borgo/busseto 


FONTANELLATO 

Fontanellato è un borgo certificato dal Touring Club Italiano con la Bandiera arancione. La ricchezza delle acque sorgive in questo territorio è all’origine del nome del borgo medieva le, sovrastato dalla rocca Sanvitale, costruita dall’omonima famiglia nel XV secolo e resi denza della stessa per ben cinque secoli. La rocca è uno degli esempi di fortilizi meglio conservati della regione, in cui l’architettura fortificata si associa alla funzione residenziale; circondata da un fossato, costituisce il baricentro della vita urbana e forma uno scenario di rara unità con la cornice di case porticate intorno. Da non perdere l’interno della rocca Sanvitale, con la visita della celebre saletta di Diana e Atteone, con l’omonimo affresco tratto dalle “Metamorfosi di Ovidio”, uno dei capolavori del Parmigianino, e delle numerose sale arredate con mobili d’epoca e grandi tele di pregio. Sulla piazza antistante affacciano anche due edifici religiosi: l’oratorio dell’Assunta, di aspetto settecentesco, con una splendida sagrestia lignea, capolavoro del barocchetto parmense; e la chiesa tardo-goti ca di S. Croce, restaurata all’inizio del Novecento, ma con parti superstiti del XV secolo. A Fontanellato si trova il labirinto più grande del mondo: il Labirinto della Masone. Da non perdere una degustazione di Parmigiano Reggiano, di culatello o della culaccia, accompagnati da un calice di buon lambrusco. 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.bandierearancioni.it/borgo/fontanellato 


CASTELLO DI TABIANO 

Soggiorni Relais di charme

Indirizzo: Via Tabiano Castello 1, Salsomaggiore Terme
Contatti: +39 3488955378

 In posizione dominante su uno sperone roccioso, il Castello di Tabiano è tra le più imponenti fortezze feudali dell’Alta Emilia, sorto nell’XI secolo su insediamento romano a presidio della via Francigena e dei pozzi di sale di Salsomaggiore Terme. Dalle sue mura si ammira un panorama che spazia sulla pianura Padana fino alle Alpi; spettacolare la cinta esterna con i Bastioni circolari, la Torre di guardia e il ponte; più sotto l’antico Borgo medievale, trasformato in uno stupendo Relais de Charme con suites e wellness. Tutto intorno una tenuta agricola con gli antichi casali restaurati a ville.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.dimorestoricheitaliane.it


CASTELLO DI FELINO

Soggiorni |Visite | Museo

Indirizzo: Str. Al Castello 1, Felino (PR)
Contatti: +39 0521 336020

 Una fortezza immersa nel verde delle colline di Parma, antica dimora di nobili famiglie e rifugio di eroici condottieri. Un luogo capace di raccontare storie e svelare segreti: benvenuti al Castello di Felino. Il Castello di Felino ha 1130 anni di storia tutti da scoprire.
Dall’anno 890 il Castello porta ancora tutto il suo fascino primordiale, in un viaggio nel tempo ricco di avventure. Stagliato a picco da una collina scoscesa appare come all’improvviso, circondato da maestosi bastioni e abbracciato da un profondo fossato. Capita, a volte, di imbattersi in un misterioso fantasma: si dice che appaia allo scoccar della mezzanotte, nelle vesti di Ottobono Terzi che, nel 1400, combatté la sua battaglia per la conquista del maniero contro la famiglia dei Rossi, feudatari regnanti al Castello.

Ospitalità:
Le Suite del Castello hanno l’eleganza rinascimentale, le tonalità calde dell’amore e un’atmosfera intima ed accogliente. Puoi concederti una fuga romantica e soggiornare in una delle nobili Suite, svegliarti la mattina e ammirare un panorama d’eccezione, mentre degusti la tua colazione nella corte d’onore.

Museo del salame felino:
Nel cuore del Castello, all’interno delle storiche cantine, ha sede il Museo del Salame di Felino. Qui puoi scoprire la storia del principe dei salumi e apprezzarne la bontà.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.dimorestoricheitaliane.it


LABIRINTO DELLA MASONE

Indirizzo: Str. Masone 121, 43012, Fontanellato (PR)
Contatti: +39 0521 827081

Affascinato dalle riflessioni di Jorge Luis Borges, nel 2015 l’editore Franco Maria Ricci ha inaugurato nella campagna tra Parma e Fidenza il più grande labirinto esistente al mondo, otto ettari di estensione in cui si snodano tre chilometri di meandri realizzati con siepi di bambù.

“Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges”. Così Franco Maria Ricci, proprietario della tenuta della Masone vicino Fontanellato, ricordava la genesi della sua creazione: il grande labirinto dal perimetro stellare, composto da 200.000 piante di bambù appartenenti a specie diverse, alte tra i 30 centimetri e i 15 metri, immerso in un paesaggio a vocazione prettamente agricola. Nel disegno planimetrico, dalla classica forma a quattro campi interconnessi intorno a un quadrato centrale con bivi e biforcazioni, sono evidenti le fonti di ispirazione: la forma stellare a otto punte (ridotte a sette per l’inserimento dell’edificio del Museo sul lato ovest) richiama la città ideale di Sforzinda, descritta dal Filarete nel suo Trattato di Architettura (1464 ca.) e l’impianto a nove punte della città-fortezza di Palmanova, in Friuli, pianificata dai Veneziani nel 1593. Al labirinto si aggiungono architetture espositive e di servizio progettate dal parmense Pier Carlo Bontempi.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.gardenrouteitalia.it


REGGIA DI COLORONO

Indirizzo: Piazza Giuseppe Garibaldi 26, 43052, Parma
Contatti: +39 0521 312545
Orari apertura:

Le prime consistenti trasformazioni della residenza quattro-cinquecentesca dei Sanseverino si devono, a cavallo tra Sei e Settecento, al duca Francesco Farnese; sotto la regia di Ferdinando Galli Bibiena, architetto e scenografo bolognese, il palazzo ducale si trasforma in una sfarzosa residenza suburbana; a partire dal 1697 prende gradualmente forma un giardino di sculture, parterres, fontane (tra le quali quella di Proserpina e del Trianon, opera di Giuliano Mozzani, oggi al Parco Ducale di Parma), giochi d’acqua e automi (funzionanti grazie ai congegni idraulici ideati da Jean Baillou). Di questa fase sono testimonianza le splendide incisioni della Delizia farnesiana a Colorno (1726). Con l’estinzione della casata Farnese nel 1731 e con il subentro dei Borbone alla guida del ducato, il giardino è oggetto di una radicale trasformazione “alla francese” – peraltro già avviata in epoca farnesiana – grazie all’apporto di Ennemond-Alexandre Petitot e François Anquetil “De Lisle”, giardiniere a Versailles. Passata alla Francia, nel 1807 la reggia viene dichiarata “palazzo imperiale” per poi pervenire, dopo la Restaurazione, a Maria Luigia d’Austria che ne fa la propria dimora prediletta avviando a partire dal 1816 la trasformazione del giardino in parco romantico avvalendosi della collaborazione di Karl Barvitius, presidente della Botanical Society di Londra, al quale si deve l’introduzione di specie rare fra le quali la Zelkova carpinifolia tuttora esistente. Fu realizzato il laghetto con l’“Isola dell’amore” e furono arricchite le serre per la coltivazione di violette e piante da frutto esotiche.
Dopo il degrado in epoca postunitaria e i danni di guerra, la reggia viene acquistata dalla Provincia di Parma: tra il 1998 e il 2000 il grande parterre è ricostruito sulla scorta del progetto di Anquetil: è fiancheggiato su entrambi i lati da gallerie di carpino bianco, con aperture ad arco aperte su scorci suggestivi verso il parterre e la Reggia.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.gardenrouteitalia.it

Le prelibatezze tipiche da provare necessariamente sono: il Lambrusco, preferibilmente Monte delle Vigne o Lambrusco Marcello di Ariola, la Torta Fritta, il Culatello di Zibello, il Prosciutto di Parma (stagionatura minima 24 mesi), il Parmigiano Reggiano vacche rosse stagionatura 30 mesi, i Tortelli d’erbette e la Punta al forno.

Aperitivi

TAPAS PUB
Indirizzo: Strada Massimo D'Azeglio 67/B, 43125 Parma
Contatti: 0521 285688

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: tapasparma.com/tapas-parma

KIKKO
Indirizzo: Strada Massimo D'Azeglio 84, 43125 Parma
Contatti: 0521 571371

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:  www.facebook.com/Bar-Kikko

L’ACQUOLINA PARMA
Indirizzo: Strada Massimo D'Azeglio 13/A, 43125 Parma
Contatti: 0521 646144

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.facebook.com/lacquolinadazeglio

Cene

TRATTORIA CORRIERI
Indirizzo: Str. Conservatorio 1, 43121 Parma
Contatti: 0521 234426

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.trattoriacorrieri.it

TRATTORIA LA FILOMA
Indirizzo: Borgo XX Marzo, 15, 43121 Parma
Contatti: 0521 206181

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.ristorantelafiloma.it

ANTICA OSTERIA DELLA GHIAIA
Indirizzo: Borgo Paggeria, 12, A, 43121 Parma
Contatti: 0521 287930

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.osteriadellaghiaia.com

BORGO 20
Indirizzo: Borgo XX Marzo, 14, 43121 Parma
Contatti: 0521 234565

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.borgo20.it

PISTA CICLABILE FOODVALLEY BIKE

La Food Valley Bike è un itinerario cicloturistico con una forte connotazione enogastronomica che parte dalla città di Parma e termina a Busseto. Dalla pasta, al formaggio, ai salumi d’eccellenza sarà un forte richiamo sia per l’utenza italiana che per quella internazionale.

Tappe e prodotti tipici: 

  1. Parma > Prosciutto di Parma, Pasta
  2. Sorbolo > Pomodoro e Parmigiano Reggiano
  3. Mezzani > Anolino
  4. Colorno > Reggia di Colorno, sede dell’Alma, punto di riferimento internazionale per il mondo culinario
  5. Sissa Trecasali > Spalla Cruda di Palasone
  6. Roccabianca > Cicciolata e ciccioli
  7. Polesine Zibello > Culatello
  8. Busseto > Spongata delle terre verdiane

E’ possibile scaricare la Food Valley Bike App, una guida turistica digitale, basata su Google Maps, che segnala il percorso, i luoghi di interesse culturale e enogastromico e i punti di ristoro ed alloggio.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: foodvalleybike.com

 PIAZZA DUOMO


Centro religioso della città, Piazza Duomo è uno spazio raccolto e suggestivo che conserva intatta l’atmosfera medievale. La severa facciata del Duomo, l’alto campanile duecentesco in cotto e profili di pietra con l’angelo in rame dorato, il Battistero ottagonale, in marmo rosa di Verona, formano un quadro architettonico di eccezionale bellezza. A completare il quadro, la maestosità del palazzo del Vescovado originario del XI secolo, con un cortile con loggiati di impronta rinascimentale, da poco ristrutturato e riaperto al pubblico.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.piazzaduomoparma.com


CHIESA DI SANT’EVANGELISTA 

Indirizzo: Piazzale S. Giovanni 1, 43121, Parma
Contatti: +39 0521235311
Orari di apertura:

Il complesso monastico di San Giovanni Evangelista è formato dalla Chiesa, dal Convento e dalla Storica Farmacia di San Giovanni.
Le origini risalgono al X secolo, anche se è la facciata barocca a definirne l’aspetto; il campanile sul lato destro fu aggiunto nel 1613. La chiesa, di retaggio classico, ha un impianto originario romanico, pianta a croce latina, e tre navate sulle quali si aprono sei cappelle. Lungo la navata centrale corre il fregio del Sacrificio Ebraico e Pagano, disegnato dal Correggio e realizzato da F. M. Rondani. Sempre del Correggio le decorazioni degli emi-pilastri, il sottarco della V cappella, S. Paolo caduto da cavallo, le decorazioni della crociera e la cupola con il Transito di S. Giovanni e i Padri della Chiesa e gli Evangelisti nei pennacchi. Sempre all’interno è il Coro Ligneo opera di M. Zucchi e dei fratelli Gianfranco e Pasquale Testa (1556). La navata sinistra si distingue per interessanti lavori giovanili del Parmigianino. Nel monastero benedettino, meritano una visita i tre chiostri, il primo con leggere colonne ioniche, il secondo cui si accede dalla sala capitolare, dove si trovano due affreschi del Correggio e il terzo o di San Benedetto, con affreschi del 1510 circa. La Biblioteca del Monastero presenta ambienti cinquecenteschi affrescati e possiede circa 20.000 volumi, tra cui codici miniati del ‘400 e del ‘500.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.monasterosangiovanni.com o www.parmawelcome.it/monastero-e-chiesa-di-san-giovanni-evangelista


CHIESA DELLA STECCATA

Indirizzo: Piazza della Steccata 9, 43121, Parma
Contatti: +39 0521234937
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30.

Esempio del Rinascimento a Parma, con pianta centrale a croce greca di tipo bramantesco, la Basilica Santa Maria della Steccata venne eretta ad opera di Bernardino e Giovanni Francesco Zaccagni su progetto di ignoto tra il 1521 e il 1539.
Verso la fine del XIV secolo sulla facciata dell’oratorio venne realizzato il dipinto di una Madonna allattante, che divenne presto oggetto di particolare devozione da parte dei parmigiani; dal fatto che l’area dell’edificio era protetta da uno “steccato”, realizzato proprio per regolare l’afflusso dei numerosi pellegrini, quella Vergine iniziò ad essere invocata col titolo di Madonna della Steccata. Per meglio custodire la preziosa immagine, nel 1521 i congregati decisero di far erigere il grande santuario che ammiriamo oggi.
Gli ornamenti e la grande balaustra che gira intorno ai bracci della croce, sono opera di Mauro Oddi e databili intorno alla fine del seicento mentre l’interno è dovuto a più maestri del Rinascimento parmense.
Nel sottarco che sovrasta l’altare maggiore, si può ancor oggi vedere l’ultima esaltante opera del Parmigianino, Le vergini sagge e le vergini stolte. Del Parmigianino sono anche le due portelle d’organo ai lati dell’entrata mentre di Michelangelo Anselmi è l’Incoronazione, del 1540. La cupola si deve a Bernardino Gatti (1560). Importanti le sculture tombali e la Sagrestia Nobile (1665) di G. B. Mascheroni e Carlo Rottini.

Dalla chiesa si accede al tesoro d’arte e di storia dell’Ordine Cavalleresco dell’Imperatore Costantino conservato nel Museo Costantiniano.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.diocesi.parma.it


CAMERA DI SAN PAOLO A PARMA

Indirizzo: Via Melloni 3, 43121, Parma
Contatti: +39 0521533221
Orari di apertura:

E’ consigliata la prenotazione tramite APP Parma2020+21, obbligatoria per gruppi.

Dell’antico monastero delle suore benedettine, che fu ricostruito alla fine del ‘400, sono oggi visitabili due stanze. L’accesso, attraverso un vialetto alberato, introduce immediatamente alle stanze della Badessa Giovanna da Piacenza. Le due camere, comunicanti, sono opera una di Alessandro Araldi che vi lavorò nel 1514, l’altra di Correggio che la portò a termine nel 1519.
L’Araldi propone una decorazione molto vicina ai canoni della pittura romana dell’epoca, descrivendo scene sacre e profane. Troviamo così una volta decorata a candelabri su fondo blu, attorniata da tondi, riquadri e lunette illustrate con scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. 
La Camera della Badessa Giovanna, opera del Correggio, invece, introduce a Parma un linguaggio pittorico compiutamente umanistico. Dipingendo un berceau ad intrecci vegetali, Correggio annulla le cordonature dell’originale volta tardo gotica ad ombrello. Lo spazio architettonico viene quindi annullato dallo spazio dipinto come i dettami filosofici della cultura neoplatonica suggerivano all’autore.
La decorazione si evolve, dal centro della volta con il triplice lunare stemma della Badessa, suddividendosi in sedici spicchi; i putti si affacciano, dagli ovali, nell’intreccio di rami e foglie portando simboli allegorici della caccia. Ad ognuno dei sedici oculi corrisponde una lunetta monocroma con personaggi mitologici illuminati dal basso in maniera tale da risultare quasi come bassorilievi. Sul camino è rappresentata Diana, a simboleggiare la stessa Badessa, alla guida del carro, in procinto di partire per una battuta di caccia.
A fianco rimane una piccola stanzetta con una copia dell’Ultima Cena eseguita dall’Araldi.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.parmawelcome.it/camera-di-san-paolo-e-cella-di-santa-caterina


COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA

Indirizzo: Piazza della Pilotta 9/a, 43121, Parma
Contatti: +39 0521220400

La Pilotta, imponente palazzo simbolo del potere ducale dei Farnese è oggi un Complesso Monumentale unico.
Il Teatro Farnese, la Galleria Nazionale di Parma, il Museo Archeologico Nazionale e la Biblioteca Palatina, uniti da una storia antica, con collezioni ricche di piccoli e grandi tesori, e poi separati nel tempo, ritrovano oggi la loro unità, dando vita ad un centro culturale e scientifico che si apre ad un nuovo dialogo coi cittadini.

Si visitano con gli stessi orari di apertura e con un unico biglietto:

Galleria Nazionale

Istituita dai Duchi di Parma, Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, venne arricchita dagli acquisti operati da Maria Luigia d’Austria, dando così origine ad una importante collezione di quadreria. Particolare rilevanza hanno la scuola emiliana del XV e XVI secolo con opere di Correggio, Parmigianino, Alessandro Araldi; la maniera italiana con Bronzino, Domenichino, Tintoretto); la pittura emiliana e fiamminga dal XV al XVII secolo con Annibale e Lodovico Caracci, Schedoni, Lanfranco; la pittura emiliana dei secoli XVII-XVIII (Guercino, Cignani, G. M. Crespi); la pittura napoletana del XVIII secolo; i veneti del ‘700 (Tiepolo, Pittoni, Canaletto, Bellotto); i francesi del ‘700; i parmensi del ‘700; la pittura dell’800. Opere di particolare rilievo e pezzi forte della collezione sono: la Testa di Fanciulla, detta Scapigliata, attribuita a Leonardo da Vinci, il Ritratto di Erasmo da Rotterdam di Hans Holbein il Giovane, la Madonna della scodella e la Madonna di San Gerolamo di Correggio, la bellissima Schiava turca di Parmigianino, la statua di Maria Luigia di Antonio Canova. Curiosità di un museo: oggetti d’arte da scoprire.

Teatro Farnese

Il Teatro Farnese, opera lignea di Giovan Battista Aleotti, fu voluto da Ranuccio I Farnese nel 1618 per festeggiare la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici e venne collocato nel Palazzo della Pilotta trasformando l’originaria Sala d’Armi. L’inaugurazione avvenne nel 1628 in occasione del matrimonio tra Margherita de’ Medici e il Duca Odoardo Farnese.
Il teatro divenne un esempio per l’unicità di alcune delle sue soluzioni: dalla struttura ad impianto scenico mobile alle macchine per lo spostamento dall’alto di personaggi, ed ancora per l’ingegnoso sistema per l’allagamento della cavea in modo da poter inscenare naumachìe. Nel 1732, dopo l’ultima rappresentazione, il teatro si avviò verso un lento declino, fino ad arrivare alla quasi totale distruzione durante la seconda guerra mondiale. La ricostruzione operata negli anni ’50 avvenne secondo disegni originali: le parti lignee, un tempo completamente decorate, vennero lasciate al naturale per evidenziare le poche, originarie, recuperate.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: complessopilotta.it


TEATRO REGIO DI PARMA

Indirizzo: Strada Garibaldi 16, 43121,Parma
Contatti: +39 0521203911
Orario di apertura:

Inizio visite ogni 60 minuti. Durata 30 minuti, per un massimo di 20 persone. Consigliata la prenotazione.

Edificato nel 1821-29 su commissione di Maria Luigia e su progetto di N. Bettoli, il teatro ha facciata neoclassica, costituita con porticato a doppio ordine di finestre. Le decorazioni rappresentano la Fama e la Lira.
Dall’atrio neoclassico si accede alla platea ellittica, decorata da G. Magnani nel 1853, circondata da quattro ordini di palchi e dal loggione. Di notevole interesse la visita alla struttura interna tra attrezzature, scenografie, sale, soffitti e il bellissimo sipario. Il lampadario è stato realizzato a Parigi e raggiunge il peso di una tonnellata. Dopo i recenti lavori di sistemazione sono venuti alla luce reperti del periodo romano, tuttora visibili all’interno dell’edificio.
Ogni anno vi si svolgono la Stagione Lirica ed il Verdi Festival, ai quali prendono parte artisti di fama internazionale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.teatroregioparma.it/visita-il-teatro-regio