7 AGOSTO 2021 | PIAZZA SANT’ANTONIO ABATE, CASTIGLIONE DI SICILIA (CT)

Festival di Musica da Camera all’aria aperta nei luoghi più suggestivi d’Italia

CONCERTO

Sabato 7 agosto 2021, ore 21 Piazza Sant’Antonio Abate, Castiglione di Sicilia (CT)

Claudio Nicotra, contrabbasso
Omar Lonati, contrabbasso
Alessandro Pizzimento, contrabbasso
Stefano Gerbino, contrabbasso

PROGRAMMA

Giovanni Bottesini (1821 – 1889)– Passione Amorosa per 2 contrabbassi

Bernard Alt (1903 – 1945) – Suite per 4 contrabbassi 

Stefan Schafer – Zoppo Trump per 4 contrabbassi 

Bernard Salles Carmen (Georges Bizet) – Suite per 4 contrabbassi 

In conformità con il decreto del 22 luglio 2021, l’accesso al concerto è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di green pass.

Al fine di partecipare in sicurezza, l’organizzazione garantirà il distanziamento fisico e il rispetto delle norme in vigore. Sarà inoltre necessario per tutti i partecipanti indossare mascherine.

Concerto organizzato da Associazione Musicale Etnea nell’ambito del festival Musica con Vista del Comitato AMUR.

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CONCERTO

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LA MAPPA DI MUSICA CON VISTA

La Mappa di Musica con Vista raccoglie tutti i luoghi del festival e tutte le attività e gite suggerite nei dintorni dei concerti e accompagna il pubblico alla scoperta di una parte nascosta del nostro patrimonio culturale. Qui sotto la mappa interattiva dell’edizione 2021.

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PIAZZA SANT’ANTONIO ABATE – antistante la Chiesa di Sant’Antonio abate (oggi Museo Santi Pietro e Paolo)

La chiesa

 Sorge in uno dei quartieri più caratteristici e più antichi,  quello dei Cameni.  L’inizio della costruzione risale  nel 1601, quando la vecchia chiesa, che sorgeva nei pressi del torrente san Giacomo, era stata rovinata da una frana. Mancando i mezzi per realizzarla, i rettori pensarono di ricorrere ai contributi di persone devote e soprattutto dei componenti della confraternita delle Anime Sante del Purgatorio, che era stata fondata il 20 ottobre del 1605 con un privilegio dell’arcivescovo di Messina, F .Bonaventura, patriarca di Costantinopoli. Ma la confraternita detta anche dei Bianchi o dei Trentatrè perché poteva avere solo un tale numero di associati scelti tra l’aristocrazia, venne ben presto sciolta e costituita da quella di Sant’ Antonio abate. Alla fine del 1600 la chiesa fu abbellita ed arricchita soprattutto con marmi a mosaico eseguiti da Tommaso Amato e con tele del Tuccari, pittore messinese.

L’interno della chiesa, ad una sola navata, con una cappella laterale è caratterizzata  dai policromi mosaici,  espressivo è l’altare maggiore, nel quale spiccano il medaglione del paliotto che raffigura sant’ Antonio abate, lo stupendo tabernacolo, le colonne tortili, due piccole mensole collocate ai suoi lati che tratteggiano, quella di sinistra un pappagallo che divora dei frutti, quella di destra una 23scena di caccia. Alcune, tele, rappresentano la vita del santo anacoreta. Nella prima di sinistra, sant’Antonio e san Paolo eremita appaiono seduti all’ingresso d’una tomba scavata nella roccia, nella seconda è raffigurato il Santo tentato dal demoniache compare sotto forma di donna, nella terza la Madonna protegge il viaggio di due frati. Altre due tele raffigurano San Michele Arcangelo che sconfigge Satana e un angelo custode che tiene per mano un bambino. Tra le altre opere d’arte degna di rilievo è sicuramente la statua in legno di sant’Antonio, dovuta a Nicolò Bagnano. Pregevole è anche il pulpito confessionale in legno ornato con molti fregi ed incisioni. 

Il percorso museale all’interno della chiesa di Sant’Antonio Abate espone pezzi di Arte Sacra e Ricami Tipici. 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.faap.it/1/chiesa_di_sant_antonio_abate

CASTIGLIONE DI SICILIA 

Posto su di una rupe a 621 mt s.l.m., che sovrasta la valle dell’Alcantara , Castiglione gode di una posizione incantevole tra la montagna e il mare.  Un luogo ricco di storia, fortezze, palazzi nobiliari, chiese. Un patrimonio storico architettonico importante  così da rientrare tra i “ Borghi più Belli d’Italia”. C’è chi ne anticipa le origini tra la tarda età del rame e l’inizio dell’età del bronzo, chi nell’età del ferro, ma l’ipotesi più accreditata è quella che vede come primi suoi abitanti i nassi cacciati dall’antica città greca Naxos, l’odierna Giardini Naxos, nel 403 a.C. distrutta da Dionisio I tiranno di Siracusa. Castiglione si sviluppò con funzioni strategiche nel basso Medioevo sino a diventare città Regia in età normanna, quando Federico II di Svevia le conferì il titolo di “animosa”. Fu concessa a Ruggero di Lauria e divenne città feudale, appartenne poi agli Aragona ed ai Gioeni.Il suo periodo di maggiore ricchezza è nel ‘700 quando la Sicilia si presentava come “isola felice”, ed  in questo periodo Castiglione fu abbellita con la costruzione di molti edifici che insieme all’antico Castel Leone, alla Cuba e ad altre costruzioni di diverso periodo, ci invitano a scoprire l’itinerario storico della città. Nel territorio di Castiglione possiamo scoprire la bellezza della natura attraverso  alcuni dei luoghi simbolo  della Sicilia,  come le Gole dell’Alcantara , l’Etna con i suoi crateri, le colate laviche la pineta.

La produzione di una pregiata varietà di vini DOC dell’Etna, caratterizzati da vitigni quali il nerello mascalese, nerello cappuccio, catarratto, carricante,  esportati in tutto il mondo, ha consentito a  Castiglione di Sicilia e alle sue  borgate di essere annoverate tra i territori italiani delle eccellenze vitivinicole: qui hanno sede l’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale, il Consorzio Etna Doc, nonché il territorio è al centro della Strada del Vino dell’Etna. Sono circa 70 le aziende vitivinicole, tra grandi cantine e piccoli produttori, che qui producono vini esportati in tutto il mondo. Diversi gli eventi legati al mondo del vino che si svolgono a cura del Comune ma anche delle aziende private, associazioni, dell’Enoteca Regionale. 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.tiowo.com/cosa-vedere-castiglione-di-sicilia e www.comune.castiglionedisicilia.gov.it

CASA CUSENI

Indirizzo: Via Leonardo da Vinci 5/7, 98039 Taormina (ME)
Contatti:  +39 0942 558111 | +39 339 3514894
Ingresso: Giardino + Casa Museo € 15.00

Casa Cuseni è stata edificata all’inizio del ‘900 nella parte collinare di Taormina, dal pittore inglese Robert Kitson, divenendo presto un Centro Artistico Internazionale.
Von Gloeden, Alfred East, Albert Liberty, Charles Ashbee, Cecil Hunt, Frank Brangwyn, Charles Baskerville, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Henry Moore, Ezra Pound sono solo una parte dei molti altri artisti che qui hanno lasciato le loro opere.

La casa custodisce, tra le sue collezioni, dipinti che testimoniano il Grand Tour inglese in Sicilia e in terra d’oriente e una celebre dining-room, oggi l’unica esistente al mondo, di Sir Frank Brangwyn, uno dei primi decoratori di L.C. Tiffany. L’artista disegnò anche il giardino della villa utilizzando le prospettive ed il paesaggio quali elementi decorativi, divenendo l’Etna ed il golfo di Naxos, un tutt’uno armonioso con la natura. Le piante africane e le rose inglesi si mescolano ai tanti agrumi siciliani in una singolare incredibile sinfonia di colori ed odori, un’emozione per gli occhi in un contesto paesaggistico senza eguali al mondo, dinanzi alla maestosità dell’Etna ed al mare siciliano. 

Casa Cuseni manterrà la sua vocazione artistico-culturale anche con la seconda proprietaria, la scrittrice britannica Daphne Phelps. Numerosi scrittori, filosofi, matematici, storici e pittori hanno vissuto qui, da Bertrand Russell a Greta Garbo, da Tennessee Williams a Henry Faulkner. Oggi la nuova proprietà investe molto sulla cultura, ospitando eventi artistici di livello internazionale.
Nel 2015 Casa Cuseni è diventata il Museo delle Belle Arti e del Grand Tour della Città di Taormina.
L’intero complesso architettonico, per l’alto valore storico-artistico, e’ stato dichiarato Monumento Nazionale Italiano.
Nel 2016 Casa Cuseni è diventato un Museo Internazionale nel circuito delle Case della Memoria, il prestigioso circuito delle Case-Museo dei più famosi letterati ed artisti europei. L’intero Complesso Monumentale è oggi gestito dalla Fondazione Casa Cuseni, l’Ente giuridico costituitosi per la salvaguardia dell’importante patrimonio artistico sul Grand Tour inglese in Sicilia.

Castiglione è “Città del vino”, ma anche Città dell’Olio e Città delle Nocciole: a conferma della ricca e variegata produzione di queste eccellenze locali. Importante anche la produzione di agrumi nella parte di territorio che si estende nella Valle dell’Alcantara. Un territorio vasto e diverso con prodotti tipici vari che arricchiscono il menù dell’offerta enogastronomica locale, dove i dolciumi, il miele  ed i formaggi rappresentano altre prelibatezze del luogo.  

Da gustare i maccheroni fatti in casa e conditi con il ragù di maiale e ricotta al forno, i “tagghiarini” alle ortiche ed il coniglio selvatico, ma anche le “fave a maccu”. Da cucinare rigorosamente alla brace le carni di maiale, castrato, agnello e capretto. Tipiche sono le conserve, la mostarda, i formaggi e gli insaccati. Tra i dolci da annoverare quelli alle mandorle, alle nocciole ed ai pistacchi, ed i deliziosi “sciauni”, frittelle di ricotta fresca.

Percorsi enogastronomici: Numerose aziende vitivinicole organizzano eventi o visite guidate nelle loro strutture con degustazioni varie. Una tappa consigliata è quella all’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale, ospitata presso il Castello Ruggero di Lauria, che oltre ad organizzare eventi assicura anche delle degustazioni guidate per i turisti. Diversi le enoteche private e i wine bar nel borgo antico, ma anche nelle borgate, che  vendono vini locali e/o organizzano degustazioni.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.facebook.com/EnotecaRegionaleSiciliana

Il territorio si presta a svolgere diverse tipologie di attività escursionistiche e sportive. La sua vicinanza con l’Etna e le sue piste da sci richiama anche numerosi appassionati di questo sport invernale. Molto diffuso il trekking sia nelle zone etnee che quelle  lungo il fiume Alcantara. Numerosi i turisti e gli escursionisti che fanno tappa a Castiglione per poi raggiungere i percorsi naturalistici dell’Etna dove poi poter anche visitare le pinete o le numerose grotte vulcaniche, come quella delle Palombe, delle Femmine, dei Lamponi; quest’ultima ha il primato di essere la più lunga grotta di scorrimento lavico, con un tracciato regolare di circa 500 m. 

Diversi ipposentieri alimentano la passione per le escursioni a cavallo, partendo dal fiume per poi risalire fino al vulcano o sui vicini Nebrodi.  Tra gli itinerari più conosciuti e frequentati : 

Il Sentiero delle Ginestre e delle Vigne: www.sentieroginestre.it

Percorso Naturalistico sul Fiume Alcantara: www.parcoalcantara.it

Il Sentiero di Pietra: Posto in uno degli angoli meno conosciuti e frequentati della valle alcantara. Questa vecchia mulattiera oggi divenuta percorso, posta sulla riva di destra del fiume, accoglie molteplici specie animali e vegetali nonché piante officinali come la melissa ed altre ancora. La stradina che conduce al fiume, si snoda lungo viottoli costeggiati da tipici muretti a secco e piccole casette in pietra, ormai poco più che ruderi, lava a corde e ambienti mozzafiato.

CASTELLO DI LAURIA

Indirizzo: Via Edoardo Pantano 46, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Contatti: Numero Verde 800010552 | tel. 0942980222

Non si hanno notizie certe sulla sua origine. La  due finestre bifore della parte ovest  lasciano intuire che il nucleo principale sia stato edificato molto probabilmente durante il periodo normanno-svevo. Il Castello di Castiglione, nel passato chiamato Castello Grande  o Castel Leone ha anche dato origine al toponimo della odierna città derivato da castrum leonis. E’ certo che Castiglione nel XII secolo veniva  chiamato Quastallum da Edrisi, Castillo in un diploma di Ruggero II, Castillio in un diploma di Papa Eugenio III. L’attuale nome, invece, significa Castello grande. Al latino medievale castellum, infatti è stato aggiunto il suffisso accrescitivo ione”, facendolo diventare Castellione, che gli aragonesi prima e gli spagnoli poi pronunziavano Casteglione. Il termine ben presto comunque interpretato come Castello del Leone per offrire al paese un marchio di regalità, dando luogo anche allo stemma: un castello e due leoni accovacciati. Il castello nel Medioevo, era collegato alla roccaforte del Castelluccio e ad un avamposto identificabile con la chiesa di San Pietro  attraverso dei passaggi sotterranei, che giungevano, si ipotizza, fino al Cannizzo. Essi costituivano un vero e proprio complesso architettonico e difensivo, ed un vecchio stemma cinquecentesco della città, con tre torri, mette in evidenza la loro importanza. I vari quartieri del castello assumevano funzioni diverse. Vi era la parte più nobile riservata al castellano; vi erano le scuderie, i fienili, le stalle, le abitazioni per i servi e per gli addetti alla manutenzione; vi erano le carceri, all’interno delle quali, nelle scomode celle dette dammusi, lunghe non più di due metri ed alte appena un metro, venivano rinchiusi spesso i più facinorosi avversari politici e più incalliti delinquenti; vi erano le cisterne per conservare l’acqua piovana o per nascondervi, durante gli assedi, vettovaglie e suppellettili preziosi; vi erano le rotonde bombe di pietra, pronte per essere scagliate contro i nemici; vi era nella parte più alta un ampio locale, detta Solecchia, che comunemente si ritiene fosse la zecca dove si coniavano le monete, ma poteva essere il luogo dove il feudatario si riparava dal sole, dopo aver completato quasi per intero il suo vastissimo feudo.  

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.comune.castiglionedisicilia.ct.it


TORRE U CANNIZZU

Indirizzo: Via S. Vincenzo 177, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Contatti: +39 329 1822331

E’ uno  dei simboli di Castiglione. Alta circa sei metri, con un raggio di circa tre metri, fatta con arenaria locale squadrata,resiste nei secoli. La sua origine risale tra il XII e il XIV secolo. La fortezza si trovava fuori le mura di cinta della città e fu la prima roccaforte ad essere espugnata da Federico II re di Sicilia, quando nel 1301 riconquistò il feudo, togliendolo a Ruggiero di Lauria. Essa, molto probabilmente, faceva parte di una fortificazione più complessa, detta Cittadella , ed era sicuramente un posto vedetta. Da quella posizione si domina, infatti, l’intera alta valle dell’Alcantara. Probabilmente in epoche di pace e tranquillità veniva utilizzato per immagazzinare frumento o comunque viveri, assumendo così il nome di “cannizzu” che nella cultura e lingua siciliana rappresenta un contenitore cilindrico di canne proprio con la stessa forma della torre in oggetto. 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: sicilyintour.com/luogo/torre-di-san-vincenzo-u-cannizzu-di-castiglione-di-sicilia


CUBA BIZANTINA

Indirizzo: Via S. Vincenzo 212, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Contatti: Numero Verde 800010552 | 0942980222

A circa 3 chilometri dal centro storico troviamo la bellissima Cuba del secolo VII d.c., ovvero la  chiesa di Santa Domenica, nei pressi della riva destra dell’Alcantara, ubicata oggi in aperta campagna. La struttura è a croce greca con pianta quadrata, ma divisa da quattro pilastri in tre navate. La copertura è fatta con tre sistemi diversi. L’abside ha una volta a conca , le due navate laterali una volta a botte, quella centrale invece ha una cupola a superficie sferica con nascimenti angolari a mensola. Tracce di intonaco e di pittura lasciano intendere che l’interno doveva essere in parte affrescato. La caratteristica facciata dà l’impressione di una cappella basiliana e, come quella di San Nicola, ha l’abside rivolta verso oriente e la porta centrale verso occidente. La particolare costruzione della cupola a conci autoportanti di pomice squadrata, la caratteristica pianta basilicale, le finestre monofore, bifore e trifore. Di recente si avanzano diverse ipotesi rispetto alla datazione ufficiale, diversi storici prospettano origini successive al periodo bizantino. La  Cuba già nel 1909 veniva dichiarato monumento nazionale. 

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: buonastrada.eu/pdi/cuba-santa-domenica


BASILICA MADONNA MARIA SS DELLA CATENA

Via Edoardo Pantano 44, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)

La sua costruzione ebbe inizio nel 1655, in seguito ad una frana che interessò l’antica chiesa di San Giacomo dedicata allo stesso Santo e posta appena fuori paese lungo il torrente omonimo. All’interno di questa chiesetta , fin dal XI secolo era fiorita la devozione della Madonna della Catena, giunta a Castiglione quasi subito dopo il miracolo avvenuto a Palermo nel 1392. Ma fu solo a partire dal 1612, in seguito al miracoloso sudore della statua, verificatosi mentre i cittadini si prodigavano per il riscatto del mero e misto impero, che la sua devozione si consolidò. La sua piccola costruzione avvenne tra la fine del XVII secolo e la metà di quello successivo, ampliata ed abbellita con una monumentale facciata barocca, realizzata da Baldassarre Greco, cui si deve anche la statua di San Filippo del 1744, collocata nella nicchia destra. La statua di San Giacomo invece, sulla sinistra, è dovuta a Tommaso Amato, che la realizzò nel 1709 poco prima dei mosaici di S. Antonio Abate. Tra il 1860 e il 1880 l’unica navata della chiesa è stata trasformata a croce latina e coronata da un’ampia ed imponente cupola. Agli inizi di questo secolo, però, è stata ancora modificata e ingrandita, assumendo l’attuale forma a croce greca. Data la grande rilevanza che essa ha assunto da più secoli per la popolare devozione verso la Madonna, nel 1986 veniva  elevata a basilica minore. All’interno vi si trovano pregevoli opere d’arte, come la statua della Madonna della Catena, in marmo bianco, del peso di circa sette quintali. Incerto è l’autore effettivo,anche se per gli studiosi si attribuisce l’opera  alla scuola dei Gagini. Tra le altre opere d’arte che la chiesa conserva sono da ricordare un Crocifisso ligneo del XVIII secolo, una S. Margherita Maria Alacoque del 1890 di Pietro Vanni, un San Marco Evangelista e una Pentecoste realizzata nel 1779 da Francesco Gramignani. Pregevoli sono anche gli stucchi, dovuti a Giovanni Pannucci di Bronte che li realizzò tra il 1886 e il 1889.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:www.comune.castiglionedisicilia.ct.it


CHIESA SANTI PIETRO E PAOLO

Indirizzo: Via S. Pietro, 15, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)

Una struttura composta da due corpi di fabbrica, il torrione campanile e la chiesa vera e propria. Questa un tempo doveva essere una fortezza prima di essere trasformata in luogo di culto. In evidenza la parte absidale e il poderoso torrione in conci di lava e arenaria locale la cui tipologia costruttiva ci fa ipotizzare un periodo di costruzione che va dal periodo normanno al primo dell’età sveva, sebbene una lapide, ormai scomparsa e dettagli storici locali, riportavano la data 1105. Molti benefattori si sono prodigati nel corso dei secoli per arricchire la Matrice di oggetti preziosi, arredi sacri, paramenti ed opere d’arte. All’interno  la meridiana, unica esistente nella valle dell’Alcantara, costruita dall’astronomo Palermitano Temistocle Zona nel 1882.


CHIESA SAN NICOLA

Indirizzo: SP7i, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)

 

Sorta in epoca normanna, fu cappella del monastero dei monaci cassinesi che qui si erano stabiliti. All’interno sono stati scoperti nell’abside anche degli affreschi bizantineggianti d’un certo rilievo: un Cristo Pantacratore con i dodici apostoli e, sulle pareti laterali, un’immagine della Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù. Essa s’innalza proprio sulle sponde del fiume Alcantara, accanto all’antica strada regia che collegava Messina a Palermo attraverso l’interno dell’isola.

 


CHIESA DI SAN BENEDETTO

 Indirizzo: Via IV Novembre, 95012 Castiglione di Sicilia (CT)

Accanto alla chiesa di San Pietro sorge quella di San Benedetto aggregata all’edificio monacale. All’interno si può ammirare una Madonna col Bambino, la tela di Vito d’Anna. L’annesso Monastero venne fondato da una pia vedova, ma dopo circa due secoli di vita fu soppresso (1590) e le monache furono trasferite  a Messina.  L’attuale edificio,  tra i più grandi è anche tra i più importanti che esistono a Castiglione, fu opera del sacerdote Giuseppe Coniglio. All’interno si può ammirare un bolo in legno, generale scultura di un dilettante cappuccino, fatta eseguire nel 1750 . Dopo la soppressione delle corporazioni religiose, rimasto vuoto l’immenso fabbricato conventuale sorse nella parte inferiore di esso un orfanotrofio femminile, il quale venne affidato alle suore di S.Anna. 


GOLE DELL’ALCANTARA

Le famosissime Gole dell’Alcantara sono veri e propri canyon di lava basaltica formatisi  in epoca preistorica, in seguito a dirompenti e fluide colate laviche del vulcano Etna. Il tratto iniziale parte nei pressi della Cuba bizantina per poi giungere più a valle attraversando una rigogliosa vallata ricca ancora di agrumeti. Lungo il suo percorso sono sorte agli inizi del 1900 alcune tra le prime centrali idroelettriche della Sicilia. Il corso d’acqua è  ricco di laghetti e brevi cascate, diventando luogo privilegiato per attività di canyoning, rafting, trekking fluviale, lungo tutto l’asta fluviale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.golealcantara.it