18 LUGLIO 2021 | MU.ME – MUSEO REGIONALE DI MESSINA

Festival di Musica da Camera all’aria aperta nei luoghi più suggestivi d’Italia

CONCERTO

Domenica 18  luglio, ore 21 – Mu.Me – Museo Regionale di Messina

Enrico Intra, pianoforte

Pino Ninfa, fotografia

PROGRAMMA

“Presenze femminili. Storie da raccontare”

Performance multimediale – Musiche di Enrico Intra

Al fine di partecipare in sicurezza, l’organizzazione garantirà il distanziamento fisico e il rispetto delle norme in vigore. Sarà inoltre necessario per tutti i partecipanti indossare mascherine.

Concerto organizzato da Filarmonica Laudamo Messina nell’ambito del festival Musica con Vista del Comitato AMUR.

SCOPRI IL TERRITORIO e ORGANIZZA LA TUA GIORNATA

Clicca sulle immagini per scoprire di più su ogni luogo

CONCERTO

BORGHI E CITTA’

DIMORE E GIARDINI

I PIACERI DELLA TAVOLA

ITINERARI E PERCORSI

LUOGHI DA VISITARE

LA MAPPA DI MUSICA CON VISTA

La Mappa di Musica con Vista raccoglie tutti i luoghi del festival e tutte le attività e gite suggerite nei dintorni dei concerti e accompagna il pubblico alla scoperta di una parte nascosta del nostro patrimonio culturale. Qui sotto la mappa interattiva dell’edizione 2021.

Con il sostegno di

Media partner

                 

Con il patrocinio di

In collaborazione con

VUOI SCOPRIRE LA PROGRAMMAZIONE COMPLETA DI MUSICA CON VISTA?

Clicca il pulsante qui sotto 

MUME - MUSEO INTERDISCIPLINARE REGIONALE DI MESSINA

Indirizzo: Viale della Libertà 465, 98121, Messina

Il Museo Interdisciplinare Regionale di Messina, anche conosciuto come MuMe, occupa i locali dell’ottocentesca ex filanda Mellinghoff per le mostre temporanee e dell’adiacente ex monastero basiliano di San Salvatore dei Greci. Una lunga serie di interventi per la realizzazione della nuova sede espositiva hanno portato all’attuale configurazione degli spazi e del percorso espositivo. L’itinerario museale segue un ordine cronologico con colori diversi per rappresentare le differenti epoche artistiche.
All’interno del Museo Interdisciplinare di Messina sono esposte opere realizzate da alcuni dei più celebri e apprezzati artisti italiani, tra cui Antonello da Messina, Caravaggio, Annibale Carracci, Mattia Preti, Girolamo Alibrandi, Vincenzo Catena, Francesco Laurana.
Oltre ai Maestri italiani, sono esposti anche gioielli del prezioso tesoro proveniente dalla Cattedrale di Messina, tra cui il pregevole Ramo fiorito in oro, perle, smalti, smeraldi di orafo messinese della fine del XVII, inizio XVIII secolo e i gioielli delle Due corone di sacra immagine, opera di oreficeria siciliana dell’inizio del XIV e del XVII secolo.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: aditusculture.com

NOVARA DI SICILIA

Novara di Sicilia è uno dei borghi più belli d'Italia. È stretto tra i Nebrodi e i Peloritani, con le sue stradine strette e le case a medioevali .La leggenda vuole che il piccolo paese fosse in origine abitato dai Ciclopi e che solo in un secondo momento i Saraceni scelsero di abitarvi, costruendo un castello di cui oggi non rimangono che pochi ruderi. Dalla rupe su cui sorge si può però ancora oggi ammirare un panorama stupendo, che nelle giornate più limpide consente di abbracciare con lo sguardo anche le isole Eolie. Da visitare la chiesa di S. Giorgio, sconsacrata ma dagli interni originali e con un bel soffitto a cassettoni. Sintesi dell’arte locale è rappresentata dal Duomo del XVI sec., posto sopra un’ampia gradinata, con facciata in pietra arenaria. Stilisticamente contrapposta è la chiesa di S. Francesco, del XIII sec, semplice e lineare, primo edificio sacro costruito nell’antico borgo. A soli cinque chilometri dal centro storico si trova l’Abbazia di Santa Maria La Noara, primo esempio di struttura cistercense in Sicilia.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: borghipiubelliditalia.it/borgo/novara-di-sicilia


CASTROREALE

La fondazione del paese, in un territorio peraltro occupato già in epoca più antica, rimanda agli inizi del XIV secolo, per iniziativa di Federico III. L’odierna cittadina collinare ha il suo fulcro nella centrale piazza Marconi, sulla quale affaccia la chiesa Madre, consacrata a Maria Assunta, risalente al Quattrocento ma ampliata nei primi decenni del XVII secolo. Tra gli altri edifici religiosi presenti in città sono le chiese di S. Maria delle Grazie e S. Agata, quest’ultima dall’aspetto molto modesto ma dalla sorprendente concentrazione di opere d’arte all’interno, tra le quali spicca il gruppo dell’Annunciazione realizzato da Antonello Gagini (1519).

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: borghipiubelliditalia.it/borgo/castroreale


TORRE FARO

Intorno al 1700 alcuni abitanti di Casale di Faro (Faro Superiore), essendo terminate le incursioni saracene e piratesche, si stabilirono a Capo Peloro in quanto essendo per lo più pescatori potevano vivere vicino alle loro barche, reti e strumenti di pesca, potendo così dedicarsi a tempo pieno al lavoro sul mare. Ebbe così inizio la nascita del nuovo villaggio che venne chiamato Torre Faro.
Poiché a quell’epoca il mare era molto pescoso ed offriva un’ottima fonte di guadagno, il paese andò ingrandendosi sempre più e nel 1747 venne costruita la chiesa della Sacra Lettera a cui l’arcivescovo di Messina concedette l’autonomia mentre i pescatori e tutti gli abitanti s’impegnarono a versare una quota dei loro guadagni per sostenere l’allora piccola cappella. Nello stesso tempo, quasi sulla spiaggia di Punta Sottile, così è chiamata la lingua di sabbia di Capo Peloro, venne edificato un “lanternino” dal lato Ionio, con luce verde e rimosso poi con la costruzione del Pilone. Rimane tuttora la struttura cilindrica di cemento, ricovero di anziani e giovani che al riparo del sole e del vento conversano del mare e col mare.

Il villaggio è andato via via crescendo, dopo la distruzione del terremoto del 1908 e dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, disordinatamente, senza un preciso piano regolatore, tra i due mari e i laghi, bonificati nell’800 dagli inglesi che aprirono canali di comunicazione col mare e che consentirono di liberare i pantani dalla malaria, grazie al ricambio delle acque.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.riservacapopeloro.com

 


MILAZZO 


Milazzo, oltre ad essere una zona di mare, è un caratteristico borgo.
Situata pochi chilometri a ovest di Messina, sulla costa nord della Sicilia, ai piedi della penisola di Capo Milazzo, la cittadina ha oltre 30 mila abitanti e una storia millenaria.  Fate un bagno alla piscina di Venere, che racchiude tra gli scogli acqua tiepida anche in bassa stagione e quando il mare è mosso è un angolo di acqua calma e trasparente.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.sicilia.info/messina/milazzo

CASTELLO DI ROCCAVALDINA

Visite

Indirizzo: Piazza Del Popolo, 4, 98040, Roccavaldina (ME)
Contatti: +39 328 3484342
ilcastellodiroccavaldina@gmail.com

Visite guidate su appuntamento: L’accompagnamento guidato offre la possibilità di scoprire le vicende storiche più affascinanti riguardanti il Castello. Le visite si svolgono su appuntamento, contattando il numero: +39 328 3484342

In un paese di circa 1000 abitanti situato a metà strada tra Messina e Milazzo prende vita il Castello di Roccavaldina, la testimonianza storico-architettonica più importante e significativa di Roccavaldina. Si tratta di una maestosa costruzione sorta inizialmente come struttura difensiva e successivamente ampliata ed adibita a residenza principesca della nobile famiglia dei Prinicipi Valdina. Il Castello presenta una facciata tipica normanno-sveva con configurazione medioevale di due torri fortificate e merlature guelfe ed un grandioso portale a sesto acuto. Da qui si apre un prezioso loggiato rinascimentale a cinque arcate attributo a Camillo Camilliani o a Jacopo Del Duca, entrambi discepoli di Michelangelo e un monumentale scalone di accesso di marmo della rinomata, ma ormai estinta cava di Billiemi.

Il Castello è unico nel suo genere in quanto l’unico castello di stile fiorentino della Sicilia. Sugli architravi in marmo delle porte e delle finestre si alternano una pigna ed una conchiglia in uno stile simil-barocco esuberante che anticipa il mondo siciliano del seicento. Sul lato nord del castello una merlatura ghibellina a sorpresa, in contrasto con la merlatura anteriore guelfa.

Oggi il Castello di Roccavaldina è la dimora privata degli ultimi discendenti di questa antica famiglia nobiliare che si prodigano per far conoscere questo capolavoro storico-architettonico, rendendolo fruibile alla comunità.


BORGO MUSOLINO

 


Indirizzo: Contrada Musolino Colli S.Rizzo, 98152, Messina
Contatti: +39 327 402 1286
info@borgomusolino.com

 

Un antica dimora siciliana, espressione del primo eclettismo-liberty di Messina, situata nel cuore dei Monti Peloritani, con un appagante e meraviglioso affaccio sul mar Mediterraneo e le isole Eolie.Oggi, a seguito di un’imponente ristrutturazione, Borgo Musolino risorge, divenendo un Country Resort ed Eco-Park unico e pregevole dedicato al benessere fisico e spirituale della persona, con un attenzione particolare al mangiar sano , grazie alla rinascita di una nuova azienda di bioagricoltura.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: borgomusolino.com

RISTORANTE ALBERTO... E I SUOI SAPORI

Indirizzo: Via Palazzo, 2, 98164, Torre Faro (ME)
Contatti: +39 090 325501

GRECALE

Indirizzo: Via Canalone 124, Località Torre Faro (ME)
Contatti: +39 090 6402915
info@grecalemessina.it

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: grecalemessina.com

ROSTICCERIA FRATELLI FAMULARI

Indirizzo: Via Battisti 143, 98122, Messina
Contatti: 090 771447

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.rosticceriafamulari.it

GELATERIA GRANITERIA EDEN

Indirizzo: Via III Palazzo, 3, 98164 Messina
Contatti: +39 328 841 7770

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.facebook.com/Gelateria-Graniteria-Eden

CICLABILE MESSINA - TORRE FARO

L’escursione è molto facile, tutta su asfalto e quasi pianeggiante. Si parte dalla mitica fontana di Paradiso, luogo in cui si incontrano numerosi ciclisti e bikers e ci si dirige in direzione Nord.
Passando il lago di Ganzirri si scorge in lontananza il famoso Pilone: un traliccio in acciaio alto 232 mt. ormai in disuso. Esso è di particolare interesse soprattutto la sera, quando riflette le luci poste in basso, formando un cono luminoso molto suggestivo.
Arrivati al villaggio di Torre Faro si ha l’opportunità di lasciare le bici e fare una passeggiata sulla spiaggia e giungere fino alla punta estrema della Sicilia nord orientale.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: mediterraneabike.com/tour-a-messina-torre-faro

RISERVA NATURALE ORIENTATA LAGUNA DI CAPO PELORO

 

La Riserva naturale orientata Laguna di Capo Peloro è un’area naturale protetta della Regione Siciliana istituita nel 2001. Occupa una superficie di 68,12 ettari e ricade sotto la gestione della Provincia di Messina. All’interno del Territorio della Riserva insistono due Borghi marinari di grande ricchezza culturale oltre che ambientale: Torre Faro e Ganzirri. La Laguna di Capo Peloro è anche sito di importanza internazionale, inserito nel Water Project dell’UNESCO del 1972, e sito di importanza nazionale riconosciuto dalla Società Botanica Italiana. All’interno della riserva naturale vivono più di 400 specie acquatiche, di cui almeno dieci endemiche.

 

Capo Peloro (detto anche punta del Faro e conosciuto dai messinesi semplicemente come Faro) è la punta estrema nord orientale della Sicilia, il cui territorio fa parte del comune di Messina, quartiere Torre Faro, vicino ai laghi di Ganzirri. È costituito da una lingua bassa e sabbiosa sita a sud dell’estremità sud occidentale della Calabria, quasi di fronte alla frazione di Cannitello, e che termina quasi in corrispondenza della località di Santa Trada ove è situato il pilone calabrese dell’elettrodotto dello Stretto. Il pilone siciliano è posto proprio in prossimità della punta estrema di capo Peloro, ove è collocabile Cariddi. Costituisce il punto d’ingresso nord dello stretto di Messina e pertanto è segnalato da un faro importantissimo per la navigazione. È il luogo di incontro tra il mar Ionio e il mar Tirreno, pertanto le sue rive sono attraversate da fortissime correnti per la cui azione la conformazione delle spiagge muta annualmente.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.riservacapopeloro.com

Il lago di Ganzirri è distante circa 9 Km dal centro di Messina. Il toponimo Ganzirri deriva probabilmente dall’arabo Gadir (stagno, palude). Tale etimo appare verosimile, dato che nell’antichità l’intera zona dei laghi era paludosa, e solo con i primi stanziamenti e la creazione di nuclei abitativi stabili si determinò una progressiva bonifica del territorio. Le acque del lago sono in comunicazione con il mare adiacente per mezzo di canali, alcuni fatti costruire dagli Inglesi intorno al 1830, il primo dei quali, il canale Catuso, è coperto e si trova situato nella zona sud del lago, mentre il secondo, denominato Carmine o Due Torri, è scoperto e si trova quasi al confine nord del lago; un terzo canale, scavato in contrada Margi, collega il lago di Ganzirri con quello di Faro. Il lago di Faro è più ridotto ed è situato più a nord rispetto a quello di Ganzirri o Lago Grande; esso si trova cioè più vicino al Capo Peloro; quest’ultimo sarebbe stato in origine fortificato dagli Zanclei.

Insieme al suo gemello calabrese, i cosiddetti piloni dello Stretto, sono dei tralicci in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 kV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Si tratta di due torri d’acciaio indipendenti, una collocata sulla sponda siciliana e l’altra su quella calabrese.
Il traliccio siciliano, detto “pilone di Torre Faro” (in dialetto u piluni), fu inaugurato nel maggio 1956, ed è alto 225 metri, più otto della base di calcestruzzo armato che lo sostiene, per totali 233 metri.
Il traliccio calabrese, situato sulla sommità della collina di Santa Trada, è identico, ma con i 169 metri sottostanti di promontorio, svetta a ben 394 metri sullo specchio d’acqua dello Stretto.
Fino al completamento dei piloni sul fiume Elba in Germania, il pilone di Torre Faro ha vantato il record del pilone più alto del mondo. Tuttavia il forte vento che costantemente soffia sullo Stretto ha indotto i tecnici all’utilizzo di cavi d’acciaio ad alta resistenza ma a bassa conducibilità elettrica, cosicché i cavi si sono rivelati con gli anni insufficienti per soddisfare la richiesta energetica (oltre che pericolosi per il trasporto aereo) e nel 1994 si è optato per la loro rimozione e la messa in attivazione di cavi sottomarini.
Oggi il pilone resta una fonte di attrazione turistica, particolarmente suggestiva di notte quando la struttura d’acciaio riflette le luci poste alla base e si staglia come un cono luminoso emergente dalle acque scure dello stretto.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.riservacapopeloro.com/patrimonio-architettonico


CAMPANILE DEL DUOMO DI MESSINA

Indirizzo: Piazza Duomo, 98122, Messina

Il campanile del duomo di Messina contiene al suo interno l’orologio meccanico e astronomico più grande e complesso al mondo. Progettato dalla ditta Ungerer di Strasburgo fu inaugurato nel 1933 ed è ancora oggi l’attrattiva principale della città. Alle ore 12.00 un complesso sistema di leve e contrappesi consente il movimento delle statue automi, in bronzo, che si trovano sulla facciata e che sono legate alle tradizioni civili e religiose della città.
Il Campanile è visitabile all’interno. Lungo il percorso delle scale, si ammirano le statue in bronzo e il complesso e ingegnoso sistema di leve e ingranaggi che consente il movimento dell’orologio. Arrivati al belvedere è possibile godere del panorama a 360° della città e del suo stretto.

Il meccanismo si muove ogni giorno alle 12.00 e dura 12 minuti. Ogni quarto d’ora durante la giornata si muovono le due eroine ai lati del gallo, Dina e Clarenza, che battono i quarti e le ore, e il carosello delle età.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.messinarte.it/campanile-del-duomo-di-messina


DUOMO DI MESSINA

Indirizzo:  Piazza Duomo 29, 98122, Messina

Il Duomo di Messina è uno scenografico edificio religioso, il più importante, della città di Messina, di cui ne è anche la Chiesa Madre. Conosciuto anche come Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo di Messina è tra le strutture più iconiche della città, non solo per il ruolo che ricopre nella comunità cristiana locale, ma anche per il suo aspetto storico, in quanto è tra gli edifici più antichi di tutta la città. A partire dal 1947 può anche fregiarsi del titolo di Basilica, concesso direttamente da Papa Pio XII, mostrandosi come la più iconica delle Basiliche di Messina.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: sicilyintour.com

 


FONTANA DI ORIONE

La realizzazione della Fontana di Orione nasce dalla volontà del Senato messinese di celebrare il completamento del primo acquedotto cittadino. Nel 1547 l’architetto Francesco La Cameola fece convergere le acque del torrente peloritano Camaro in una piccola fonte su cui poi venne costruita l’opera nel 1553. L’opera di Giovanni Angelo Montorsoli ha una forma piramidale ed è strutturata in tre vasche sovrapposte. Lo scultore fiorentino, allievo di Michelangelo, impiego marmi provenienti da Carrara e si avvalse della manodopera di numerosi scultori locali. La base della Fontana di Orione ha pianta dodecagonale ed è decorata con le personificazioni di quattro fiumi: il Nilo, il Tevere, l‘Ebro (in omaggio agli Aragona) e il Camaro, un torrente cittadino. Al centro si alza un blocco dove quattro tritoni inginocchiati sostengono una seconda vasca circolare decorata variamente. Dal centro di questa seconda vasca quattro naiadi sostengono un terzo piatto circolare dove un gruppo di putti, a cavallo di delfini che reggono una sfera sulla quale culmina la statua di Orione con il suo cane Sirio.

Il Senato messinese apprezzò così tanto quest’opera che decise di affidare a Giovanni Angelo Montorsoli anche la realizzazione di una seconda fontana: quella del Nettuno.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.theworldofsicily.com


CHIESA DEI CATALANI

Indirizzo: Via G. Garibaldi 111, 98122, Messina

La Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani è uno dei luoghi di culto più importanti della città di Messina, oltre ad essere uno dei suoi edifici più incantevoli, grazie all’inconfondibile stile bizantino che riesce a impreziosire l’intera area circostante, in cui si trovano gran parte dei monumenti principali dello splendido centro storico di Messina. Si tratta di uno degli edifici più rappresentativi della città, in grado di resistere alle numerose calamità che si sono abbattute su Messina nel corso dei secoli, riuscendo ad arrivare ai giorni nostri in uno stato impeccabile.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: sicilyintour.com


CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VALLE

Indirizzo: Villaggio Scala Ritiro, Contrada Badiazza, 98152 (ME)

La chiesa di Santa Maria della Valle, detta la Badiazza, è situata a circa mezz’ora di cammino da Scala, paese a nord-est di Messina, ed è l’unica parte sopravvissuta di un monastero femminile sulla cui storia e, soprattutto, appartenenza all’Ordine di Cîteaux gli studiosi non concordano.
L’abbaziale della Badiazza, la cui costruzione sarebbe databile tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando il monastero era già cistercense, presenta una pianta a tre navate, coperte da volte a crociera acute costolonate, impostate su pilastri cruciformi, con un ampio transetto poco aggettante, di forma quadrata, sormontato da una cupola centrale. L’abside della chiesa è semicircolare ed è affiancata da due cappelle della stessa forma, che sono poste sul prolungamento delle navate laterali.
In Santa Maria della Valle è ben riconoscibile l’influenza di caratteri architettonici locali: il santuario, ben distinto dallo spazio delle navate, richiama, quelli analoghi delle cattedrali di Palermo e Monreale, e lo schema planimetrico della qubba islamica che era divenuta modello per le chiese cristiane di età normanna. Anche nella copertura a cupola, appoggiata su quattro grandi archi ogivali, è di chiara derivazione normanna, mentre le crociere costolonate a sezione rettangolare, impostati su peducci annegati nelle pareti sono caratteri riconducibili all’età sveva.
Da notare è la somiglianza della Badiazza con la chiesa cistercense di Santo Spirito del Vespro a Palermo, edificata tra il 1173 e il 1178, anch’essa influenzata dalla tradizione artistica arabo-normanna.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: www.vivasicilia.com/abbazia-santa-maria-della-valle


SACRARIO DEL CRISTO RE

Indirizzo: Sacrario Cristo Re, 98122 (ME)

La fortezza ispirata alla Basilica di Superga Qui convivono il passato remoto e quello prossimo: la torre ottagonale merlata fa parte di quelle fortificazioni medievali che resero imponente e protetta la città. Su questa testimonianza medievale, però, si trova una campana che parla di un passato abbastanza recente: è stata fusa con il bronzo dei cannoni, bottino della Grande Guerra. Il Sacrario, ispirato alla Basilica di Superga di Filippo Juvarra, è stato realizzato nel 1937.

Nell’ipogeo, il monumento al Milite Ignoto di Antonio Bonfiglio, alle pareti i resti mortali dei Caduti di tutte le guerre. Sopra è la chiesa, con due grandi tele di Salvatore e Guido Gregorietti; le otto statue in bronzo di Teofilo Raggio, in stile razionalista, raffigurano le Virtù teologali e cardinali e circondano la cupola. In una nicchia della scalinata esterna si scopre la statua in marmo del Cristo Re realizzata da Tore Calabrò.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: discovermessina.it/sacrario-cristo-re