Le Dimore del Quartetto

VILLA SPALLETTI TRIVELLI, SANT’ILARIO D’ENZA (RE)

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La famiglia Spalletti, commercianti del canton Ticino dal 1500, con il trattato di Aquisgrana del 1748 approfittò della pace europea dopo secoli di guerre e intraprese scambi commerciali con le regioni a sud dell’impero asburgico.

Acquistò terreni nel mantovano e nel reggiano e partecipò attivamente all’industrializzazione agricola del XVIII secolo. I nuovi territori infatti erano strategici da un punto di vista logistico, godevano di grande ricchezza da un punto di vista agricolo e ottime potenzialità commerciali. Fu così che la famiglia Spalletti divenne imprenditrice in terra emiliana: affittò ai mezzadri della zona le terre acquistate e si mise in società con la famiglia Trivelli nella produzione e nel commercio della seta. Affari e matrimoni portarono le due famiglie a diventare una sola e ad aumentare il patrimonio: alla fine del secolo la famiglia Spalletti Trivelli possedeva terreni in tutta la zona, investimenti in agricoltura e allevamento e produzione del famoso formaggio grana.

Siamo all’inizio dell’800 e al nobile Venceslao Spalletti subentra il figlio Giovanni Battista. Le moderne (per l’epoca) tecnologie utilizzate nell’edilizia e nella produzione, la selezione genetica del bestiame, le attrezzature agricole all’avanguardia, fanno guadagnare alla famiglia grande ricchezza. La tenuta di Montecchio, Sant’Ilario e Calerno è una florida azienda estesa per oltre 750 ettari, con campi coltivati, allevamenti, cantine, magazzini per la produzione del formaggio, personale operaio, contadino e artigiano. La famiglia era ben voluta nella zona e si dimostrava generosa non soltanto con i suoi lavoratori, ma altrettanto verso le istituzioni pubbliche, in particolare finanziando scuole e ospedali.

Neppure il ciclone che si abbatte sulla zona nei primi anni del 900 riesce a intaccare l’attività della famiglia Spalletti Trivelli, che poco dopo aver sistemato i danni si cimenta nella costruzione di una rete idrica moderna, dando lavoro a centinaia di operai e dotando così la zona di un’importante opera di civiltà. Con l’industrializzazione del secolo scorso, dopo la seconda guerra mondiale in cui parte della tenuta aveva ospitato un ospedale militare, le campagne iniziano a spopolarsi a favore della città e dell’industria, ma la famiglia mantiene quella che anche oggi è la tenuta più bella e importante della zona, chiamata appunto Villa Spalletti Trivelli.

 

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