Le Dimore del Quartetto

VILLA LAMPEDUSA, PALERMO

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Villa Lampedusa è un esempio di splendida residenza suburbana. Fu fondata da Don Isidoro Terrasi agli inizi del XVIII secolo. L’attuale versione è frutto delle modifiche classicheggianti apportate sul calare del ‘700 dai Principi Alliata di Villafranca. La villa si segnala per scelte stilistiche e soluzioni architettoniche, quali la leziosità delle decorazioni Luigi XVI, l’edicola a ridosso dello scalone a tenaglia secondo schemi di fine secolo XVIII, i pregevoli affreschi del piano nobile, gli stucchi, i soffitti a cassettoni affrescati.
Nel 1845 fu acquistata da Giulio Tomasi IV Principe di Lampedusa, col risarcimento che gli aveva erogato il governo borbonico in seguito all’esproprio dell’isola di Lampedusa, che vi allestì un osservatorio astronomico.
La decorazione degli interni è il trionfo dell’illusione prospettica : tromp l’oeil in monocromatismo grigio, affreschi di volte, pareti e sovraporte secondo un garbato gusto rococò, arricchito da stucchi, si flettono spesso agli influssi neoclassici.
Nel secolo scorso pervenne alle famiglie Dragotto e Pitruzzella, che hanno curato il ritorno agli schemi primitivi di alcuni ambienti, quali la Foresteria e le Scuderie, e nello spirito del recupero integrale e della valorizzazione di un luogo simbolo. E’ realmente la villa del Gattopardo, quella del Principe Giulio Fabrizio Maria Tomasi di Lampedusa, e IX Duca di Palma (ispiratore del famoso romanzo) che in questa dimora aristocratica di campagna trascorreva lunghi periodi. La villa, nel romanzo, viene descritta come villa Salina.

 

 


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